La Svezia chiude l’indagine sul sabotaggio del Nord Stream

Redazione
07/02/2024

Stoccolma non ha giurisdizione in materia. Danimarca e soprattutto Germania stanno invece ancora esaminando il caso delle esplosioni che a settembre del 2022 danneggiarono il gasdotto del Mar Baltico.

La Svezia chiude l’indagine sul sabotaggio del Nord Stream

La Svezia ha chiuso l’inchiesta sul sabotaggio del gasdotto Nord Stream, avvenuto a settembre del 2022. Stoccolma ha spiegato di non aver giurisdizione in materia, dato che il sabotaggio non ha danneggiato né cittadini svedesi, né in alcun modo il Paese. «L’indagine è stata approfondita, ma alla luce della situazione attuale possiamo affermare che la giurisdizione svedese non è applicabile», ha affermato il procuratore Mats Ljungqvist. Fino ad agosto del 2022, quando le forniture sono state interrotte, il Nord Stream rappresentava la principale via di approvvigionamento di gas naturale della Russia verso la Germania.

La Svezia chiude l'indagine sul sabotaggio del gasdotto Nord Stream di settembre 2022: non ha giurisdizione.
La superficie del Mar Baltico dopo il sabotaggio (Getty Images).

Fu danneggiato anche il gasdotto Nord Stream 2, che però non era mai entrato in servizio

Le tubature del gasdotto Nord Stream furono seriamente danneggiate da una serie di esplosioni nelle acque svedesi e danesi, a 80 metri di profondità, rilasciando enormi quantità di metano nell’aria: il maggiore e dunque peggior rilascio di sempre, come ha evidenziato il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, organizzazione che opera dal 1972 contro i cambiamenti climatici a favore della tutela dell’ambiente e dell’uso sostenibile delle risorse naturali. Altre detonazioni danneggiarono anche il gasdotto Nord Stream 2, che non era mai entrato in servizio perché la Germania aveva sospeso il processo di certificazione poco prima che la Russia invadesse l’Ucraina.

La Svezia chiude l'indagine sul sabotaggio del gasdotto Nord Stream di settembre 2022: non ha giurisdizione.
Il porto di Rostock, in Germania (Getty Images).

Le autorità di Danimarca e Germania continueranno a indagare sull’attacco

Le autorità di Danimarca e Germania continueranno indagini separate sull’attacco, ha spiegato Ljungqvist: «Abbiamo collaborato a fondo con Berlino e siamo stati in grado di consegnare materiale che può essere utilizzato come prova nella loro indagine». A marzo del 2023, fonti di intelligence statunitensi citate dal New York Times attribuirono il sabotaggio a un gruppo filoucraino, che avrebbe utilizzato una nave salpata dal porto tedesco di Rostock. Da parte sua, Kyiv ha sempre respinto tale ricostruzione. La Russia ha invece incolpato l’Occidente e in particolare gli Stati Uniti, affermando che Washington voleva fermare le spedizioni di gas russo verso l’Europa. A un anno e mezzo dai fatti, attorno al sabotaggio del Nord Stream aleggia ancora il mistero.