Svezia, file dal bunker

Redazione
09/12/2010

da Londra Alessandro Carlini La realtà in questo caso ha superato ampiamente la finzione. Il bunker dove sono conservati i...

da Londra
Alessandro Carlini

La realtà in questo caso ha superato ampiamente la finzione. Il bunker dove sono conservati i server di Wikileaks sembra uscito da un film di James Bond. Come ha spiegato (e mostrato) il Daily Mail già il personaggio di Julian Assange, il fondatore del sito che sta pubblicando i documenti militari e diplomatici degli Stati Uniti, si presta molto bene a ogni tipo di comparazione con il cattivo cinematografico doc: enigmatico, riservato, con un passato per certi versi oscuro, odiato dalle autorità americane e di molti altri Paesi.
E ora, anche se si trova in carcere in Inghilterra (leggi l’articolo) e Washington sta cercando in tutti i modi di farlo estradare negli Usa, Assange riesce comunque a continuare la sua missione contro i poteri forti che governano il mondo.
Tutto grazie a quei server nascosti nelle profondità. Il tabloid britannico ha pubblicato alcune fotografie della “tana” di Wikileaks, che ricorda il quartier generale sotterraneo del perfido Hugo Drax il quale, in un film di James Bond del 1979, cerca di distruggere l’umanità. L’episodio della famosa serie è Moonraker: Operazione Spazio, e Drax, impersonato da Michael Lonsdale, è un ricco miliardario, visionario e lunatico, proprietario della Drax Industries, specializzata nella costruzione di equipaggiamenti e navette spaziali. Il suo piano segreto consiste nel ripopolare la Terra di esseri umani scelti per poi averne il controllo assoluto.

I segreti del Pionen White Mountains

Il quartier generale di Drax si trova, come da copione, in un bunker protetto da metri di cemento armato. Esattamente come i server di Wikileaks, ospitati in Svezia, in un ex rifugio atomico costruito durante la Guerra Fredda.
Si tratta del centro dati della Bahnhof, uno dei maggiori provider svedesi, a 30 metri di profondità a Stoccolma, separato dall’esterno con porte da 40 cm di spessore. Il nome in codice della struttura, originariamente gestita dai militari e predisposta per resistere all’esplosione di una bomba all’idrogeno, è Pionen White Mountains.
Altri particolari del bunker sembrano usciti da una pellicola di spionaggio: a partire dai motori da sommergibile che vengono usati come generatori elettrici d’emergenza. Oltre a questo ci sono tutta una serie di strutture, sale conferenze, corridoi, che sono costruiti come strutture sospese fra gli antri scavati nella roccia.

In attesa della cyberbomba

Il bunker è per così dire l’ultimo avamposto, l’ultimo nascondiglio di Wikileaks, che è stato cacciato da gran parte dei server sui quali venivano ospitati i suoi dati, a partire dai sistemi di Amazon che non ha resistito alle pressioni del governo americano (leggi l’articolo).
C’è inoltre da dire che leggi della Svezia sono dalla parte di Assange, per lo meno quelle sulla libertà d’informazione. Discorso a parte va fatto per le leggi sui reati sessuali in base alle quali è stata chiesta l’estradizione che ha portato all’arresto del giornalista-hacker.
Assange ha dichiarato che sta preparando contro i suoi nemici una sorta di “cyberbomba”, alcuni dati che potrebbero colpire al cuore gli Usa e i loro alleati. Come i cattivi di Bond, scalda l’arma letale che può distruggere la Terra.