Sviluppo, scali dimezzati

Redazione
22/08/2012

In tempi di crisi si taglia tutto, anche gli aeroporti: sarebbe questo il piano approntato dal ministro Corrado Passera insieme...

Sviluppo, scali dimezzati

In tempi di crisi si taglia tutto, anche gli aeroporti: sarebbe questo il piano approntato dal ministro Corrado Passera insieme all’Enac sulla base delle ricerche delle società di consulenza One Works, Kpmg e Nomisma.
Degli oltre 60 aeroporti italiani ne dovrebbero rimanere poco più della metà, 33 ma serviti da infrastrutture nuove o rafforzate. Quanto al resto degli scali il destino è la dismissione o, in casi fortunati, il passaggio sotto la tutela degli enti locali.
Il piano potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già da venerdì 24 agosto.
«POTER DECIDERE QUANTO E COSA INVESTIRE». «Con questo schema definitivo gli investitori avranno la certezza di poter decidere su cosa e quanto investire nel settore», ha spiegato Vito Riggio, presidente dell’Enac, «mentre il Paese avrà modo di pensare a quali infrastrutture dovranno servire gli scali più importanti. Tutti gli altri aeroporti passeranno agli enti locali che decideranno se vorranno impiegare soldi pubblici per tenerli in vita».
SCEGLIERE TRA SCALI, STRADE E ASILI NIDO. La scelta per Comuni e Regioni si appresta però ad essere dura: i soldi sono pochi e va deciso se destinarli a piccoli aeroporti o in strade da asfaltare o, ancora, in asili nido.
Più probabilmente gli scali operativi dovrebbero diventare una quarantina. Il messaggio è chiaro: serve un ridimensionamento, in tutta Italia.
Al Nord Malpensa resta lo scalo strategico, con Linate per il business e Bergamo per le low cost.
Al Centro Ciampino dovrebbe lasciare posto a Viterbo, sempre che si raggiungano i finanziamenti necessari.
Al Sud infine Sicilia e Sardegna sono destinate a diventare snodo fondamentale di rapporti commerciali con il Nord Africa. Ma sono diversi gli aeroporti per i quali è già stato stabilito un futuro.

Centro Italia

Sono gli scali di Roma Fiumicino, Ciampino e, in caso si trovino investimenti, quello nuovo di Viterbo.
Proprio quest’ultima sembra destinata a diventare la nuova struttura low cost, con Ciampino city airport pronto ad accogliere solo traffico nazionale.
Fiumicino ancora scalo strategico.
PER VITERBO MANCANO INVESTIMENTI. Quanto ai soldi per Viterbo, servono come minimo 1,7 miliardi al netto di pesanti interventi da oltre 250 milioni a carico di Rfi (Ferrovie) sulla rete che la collega alla capitale.
Mancano anche il 90% dei finanziamenti di competenza Anas, finanziati da Regione Lazio e Cipe (737 milioni) e il 98% dei 303 milioni necessari per il potenziamento delle corsie sulla statale Cassia.

Nord

Malpensa deve rafforzare il suo ruolo di gate intercontinentale e multivettore.
Per Orio al Serio, destinato al traffico low cost, si dovrebbero giocare poco meno di sette miliardi in opere infrastrutturali.
LINATE CITY AIRPORT, VENEZIA STRATEGICO. Per Linate è stato invece disegnato un futuro strategico da city airport mentre Brescia è legato al traffico cargo.
Quanto all’Est, Venezia è stato definito «nodo intermodale strategico e gate intercontinentale».
Treviso low cost, Trieste scalo di frontiera per gli utenti di Croazia e Slvoenia.
Verona invece sembra destinata ai voli charter e Bolzano al turismo locale.
BOLOGNA SUSSIDIO DI PISA E FIRENZE. Scendendo verso il Centro, Bologna diventerebbe sussidio di Pisa (low cost) e di Firenze, dedicata al business.
Polo tecnologico areonautico per Forlì e traffico turistico e charter per Rimini.
Parma, infine, riserva di Emilia e Lombardia.

Sud e isole

Napoli Capodichino è destinato a restare ancora scalo strategico ma in maggiore integrazione con Salerno, più low cost e cargo.
Si è in attesa del nuovo scalo di Grazzanise per cui sono previsti quasi 2,5 miliardi di investimenti ma ne mancano altrettanti.
FOGGIA PER IL TURISMO. Spostandosi in Puglia, Brindisi low cost dall’Europa e Taranto cargo, mentre Foggia è destinato al turismo locale.
In Calabria dovrebbe restare strategico Lametia Terme, mentre di interesse locale Crotone e Reggio Calabria.
Quanto alla Sicilia, Catania-Comiso e Palermo-Trapani sono in attesa di un futuro legato ai voli orientali e del commercio col Nord Africa.
CAGLIARI STRATEGICO. In Sardegna, infine, per Cagliari si è prospettato un ruolo strategico, supportato da Olbia con traffico turistico e business di alto profilo, e Alghero con i low cost.