Macron perde anche il nuovo capo della comunicazione

Macron perde anche il nuovo capo della comunicazione

03 Gennaio 2019 10.40
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È durato appena quattro mesi, accanto al presidente francese Emmanuel Macron. Sylvain Fort, direttore della comunicazione e ghost wrtier di monsieur le président ha deciso di lasciare l'Eliseo, secondo quanto rivelato dal quotidiano Le Parisien. Sylvain Fort aveva preso in mano la comunicazione di Macron a settembre, dopo le dimissioni del portavoce Bruno Roger-Petit, che a sua volta aveva retto appena un anno nel ruolo. Fort era di fatto incaricato di gestire il delicatissimo caso Benalla, l'ex guardia del corpo allontanata dalla presidenza della République dopo aver picchiato violentemente dei manifestanti e che godeva di uno status e di una libertà di azione difficilmente riconducibile al suo ruolo. Le Parisien ha scritto che Fort lascerà la sua posizione per motivi personali. E lui stesso ha spiegato al quotidiano d'Oltralpe che partrà entro la fine del mese di gennaio. Ma intanto promette fedeltà al presidente: «La mia lealtà nei suoi confronti resterà totale ». Secondo Le Figaro, Macron sarebbe stato avvisato da diverse settimane della decisione di Fort e avrebbe cercato di trattenerlo. Negli ultimi giorni il caso Benalla è tornato in prima pagina sulla stampa francese, con la scoperta che Macron continuava a scambiare messaggi con l'ex responsabile della security.

IL 2 GENNAIO L'ELISEO HA AMMESSO GLI SCAMBI

Il 30 dicembre, infatti, in una intervista al quotidiano Mediapart Benalla ha dichiarato che dall'estate avrebbe avuto gli stessi tipi di scambi con il presidente che aveva all'Eliseo e cioè conversazioni via Telegram su «diversi temi» e ha precisato di avere le prove di questi scambi proprio sul suo telefono: «Sarà difficile smentirli», ha spiegato, indicando anche la data dell'ultima conversazione: 24 dicembre. Inoltre Benalla ha dichiarato di scambiare messaggi anche con altri membri dell'Eliseo. Gli scambi si sarebbero interrotti solo dopo che la stampa ha scoperto che l'ex consigliere per la sicurezza aveva utilizzato un passaporto diplomatico per viaggiare in Chad. Infatti Benalla dispone ancora dei documenti che aveva in quanto al servizio del presidente della Repubblica. Sostiene addirittura che gli siano stati restituiti da emissari della presidenza con la raccomandazione di non fare scemenze. La versione dell'Eliseo è assai diversa, i documenti, stando alla versione ufficiale della presidenza, sarebbero sempre rimasti nelle mani di Benalla, che non li avrebbe restituiti nonostante le richieste. Intanto Benalla ha fatto numerosi viaggi in Africa, incontrando dirigenti degli Stati del continente nero e sostiene di averne sempre informato e anche nei dettagli la presidenza e l'entourage di Macron. Che però lo ha accusato di aver diffuso «tutta una serie di controverità e di approssimazioni per vendicarsi». E anche il ministero degli Esteri ha bollato come falsità i racconti di Benalla. Tuttavia la sua versione ha sollevato molte domande e il 2 gennaio la presidenza della République ha dovuto ammettere che dall'estate Macrone aveva avuto contatti con Benalla due volte e «in maniera laconica».

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