Tackle hacker su Melo

Giovanni Cortinovis
04/02/2011

Giallo per un insulto del giocatore all'arbitro Morganti su Facebook.

Tackle hacker su Melo

Felipe Melo di nuovo nell’occhio del ciclone ma, per una volta, l’attacco è solo verbale e lontano dal terreno da gioco.
Vittima l’arbitro Emidio Morganti, che mercoledì 2 febbraio ha negato un rigore solare alla Juventus nella sfida di campionato persa 2-1 a Palermo, per il tocco di mano in area di Bovo al 34esimo.
Pochi istanti dopo la conclusione della gara il 27enne brasiliano si è scatenato sulla sua pagina di Facebook postando un commento in cui il nome del fischietto appare storpiato: «Morgati bandido!» (guarda).
Un giudizio che ha riscosso l’approvazione dei quasi cinquemila amici, tanto che in 22 minuti il post ha incassato 224 «Mi piace» ed è stato commentato 103 volte.
Tra questi non più di un paio gli consigliavano di rimuovere il commento prima possibile per evitare una possibile squalifica. Peccato solo che se ne sia accorta anche la redazione web di Sport Mediaset, dando la notizia nel corso della trasmissione tivù Controcampo.
Per spiegare l’estraneità alla vicenda di Felipe Melo è subito intervenuto telefonicamente Claudio Albanese, direttore dell’Area Comunicazione della Juventus
LA SMENTITA DI MELO. Nel frattempo l’invito di cancellare il post non è passato inascoltato e dopo pochi minuti Felipe Melo ha postato un nuovo messaggio, in un italiano improvvisato: «Qualcuno ha entrato en mio Messager e messo il messaggio su Morganti nel mio profilo Facebook. Non sono stato io!» (guarda).
Ma il danno era fatto e Felipe Melo si è sentito in dovere di chiarire nuovamente con un messaggio “gridato”, cioè tutto in lettere maiuscole e arricchito da una sfilza di punti esclamativi: «Non scriverei mai una un giudizio così sul arbitro!» (guarda).
Per arginare la bufera la Juventus si è giustificata con una nota in cui colpevolizza un hacker: «In merito alla notizia apparsa su alcuni siti, secondo i quali Felipe Melo avrebbe proferito un’offesa all’arbitro Morganti attraverso la propria pagina su Facebook, Juventus Football Club precisa che il profilo personale del centrocampista brasiliano è stato “craccato”», mentre, «Felipe Melo è del tutto estraneo alla vicenda». Per di più il club bianconero inserisce la presunta sottrazione della password in un disegno destabilizzante più ampio: «nei giorni scorsi alcune pagine personali dei suoi tesserati erano già state oggetto di possibili manipolazioni esterne di questo tipo».
TIMORE SQUALIFICA. La paura dei vertici bianconeri è che il giocatore incappi in una squalifica, per violazione dell’articolo tre del Codice di Giustizia Sportiva che vieta ai tesserati di «esprimere pubblicamente giudizi o rilievi lesivi della reputazione di altre persone o di organismi operanti nell’ambito federale».
Fa scuola la multa di 10 mila sterline che il 17 gennaio la Football Association ha comminato a Ryan Babel (vai all’articolo): l’attaccante del Liverpool aveva pubblicato su Twitter un fotomontaggio dell’arbitro Howard Webb con la maglia del Manchester United. Durante la sfida di terzo turno di Fa Cup Webb aveva assegnato allo United un rigore al primo minuto e aveva poi espulso il capitano Steve Gerrard per un contrasto violento.
Per evitare una possibile squalifica, Babel si era scusato «con chi aveva preso l’immagine seriamente. È stata solo una reazione emotiva per aver perso una partita importante. Mi dispiace, Howard Webb». Eppure, il giorno seguente alla condanna l’olandese, che come Felipe Melo è noto per la sua passione per i social network, è stato ceduto dal Liverpool ai tedeschi dell’Hoffenheim per sette milioni di euro. Dove almeno, grazie al cambio di lingua potrà farsi beffe degli arbitri scansando eventuali sanzioni.