Angelino Alfano

Angelino Alfano, avvocato, è stato un politico e per quattro volte ministro: della Giustizia nel governo Berlusconi IV, dell’Interno nei governi Letta e Renzi e degli Esteri nel governo Gentiloni. Alfano era stato considerato tra i principali candidati per la successione a Silvio Berlusconi alla guida del Popolo della libertà (Pdl), di cui è stato segretario, ma scelse di abbandonare gli azzurri per dare vita a Nuovo centrodestra (Ncd).

ALFANO, TRA I PRIMI SOSTENITORI DI FORZA ITALIA NEL 1994

Angelino Alfano è nato il 31 ottobre 1970 ad Agrigento. Dopo la laurea in giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano entrò nella Democrazia cristiana (Dc) ma, dopo la trasformazione in Partito popolare italiano (Ppi) nel 1994, decise di iscriversi a Forza Italia, appena fondato da Silvio Berlusconi e vincitore delle elezioni politiche. Nel 1996, ottenuta l’abilitazione di avvocato, Alfano venne eletto nell’Assemblea regionale siciliana e nel 2001 divenne deputato, considerato tra i giovani più promettenti di Fi. A lui Silvio Berlusconi affidò l’incarico di coordinatore del partito in Sicilia.

MINISTRO DELLA GIUSTIZIA NEL GOVERNO BERLUSCONI IV

Nel 2008 Alfano venne nominato ministro della Giustizia nel governo Berlusconi IV, il più giovane di sempre a ricoprire l’incarico, e si fece promotore del cosiddetto lodo Alfano: il provvedimento, dichiarato poi incostituzionale dalla Consulta nel 2009, sospendeva i procedimenti a carico delle quattro maggiori cariche dello Stato per tutta la durata del loro mandato. Il primo aprile 2011 Alfano si dimise da ministro ma, visto il calo di consensi del Popolo della libertà alle elezioni amministrative, l’ufficio di presidenza lo scelse come primo e unico segretario del partito.

ANCORA MINISTRO CON LETTA, RENZI E GENTILONI

Il 28 aprile 2013 Angelino Alfano viene nominato ministro dell’Interno dal premier Enrico Letta, che guidava un governo di larghe intese sostenuto da Pd, Pdl e Scelta Civica. Nel novembre dello stesso anno, però, le strade di Alfano e Berlusconi si separarono: il secondo scelse di abbandonare il Pdl e rifondare Forza Italia, ritirando l’appoggio al governo Letta, mentre il ministro dell’Interno scelse di confermare il sostegno all’esecutivo fondando un nuovo partito, Nuovo Centrodestra (Ncd). Alfano venne confermato al Viminale anche da Matteo Renzi, subentrato a Letta come premier il 22 febbraio 2014. Paolo Gentiloni, primo ministro da dicembre 2016 a marzo 2018, lo scelse invece come ministro degli Esteri.

IL FALLIMENTO DI ALTERNATIVA POPOLARE E IL RITORNO ALLA TOGA

La fine del governo Gentiloni coincise anche con l’abbandono della vita politica da parte di Alfano. Nel 2017 l’ex segretario del Pdl fondò Alternativa Popolare (Ap), erede del disciolto Ncd, ma si dimise dalla presidenza a settembre 2018. Alfano non si ricandidò in Parlamento alle elezioni politiche del 2018 per tornare alla professione di avvocato come consulente dello studio legale Bonelli Erede Pappalardo di Milano. Ap, invece, alle elezioni politiche del 2018 ottenne appena lo 0,5%. Il partito elesse soltanto due parlamentari, che poi abbandonarono il partito a settembre 2019: Gabriele Toccafondi scelse di entrare in Italia Viva mentre Beatrice Lorenzin, ex ministro della Sanità, prese la tessera del Partito democratico.