Crescita economica

La crescita economica è un concetto che si è affermato con l’epoca moderna: è la capacità del sistema di incrementare i beni e i servizi a disposizione della popolazione. Si è sviluppato contestualmente alla nascita degli Stati-nazione ottocenteschi e a quella della classe borghese. Fu allora che divenne chiaro che l’economia era un fenomeno soggetto a fasi crescenti e a fasi calanti. E che durante i periodi crescenti si formava un surplus, un avanzo, che poteva essere reimpiegato e investito in altre attività. Da quel momento i sovrani non calcolarono più la loro ricchezza basandosi sulla quantità di terra posseduta, ma iniziò a farsi strada il concetto di “capitale”, quell’insieme di strumenti e risorse da usare nei processi produttivi.

COME LA CRESCITA INFLUENZA LE SCELTE DEI GOVERNI

Il benessere dei cittadini è, invece, minacciato dai periodi in cui l’economia è in stagnazione o in recessione. Quando non c’è crescita economica, i governi sono messi in difficoltà da: un calo dell’occupazione legato alla minore produzione; una sfiducia più forte sui mercati finanziari; meno investimenti che portano a un aumento del costo della vita.

IL PIL FOTOGRAFA IL LIVELLO DI CRESCITA ECONOMICA DEI PAESI

La crescita economica di un Paese è influenzata dall’organizzazione del processo produttivo che determina, a parità di risorse impiegate, l’aumento dei guadagni. La concorrenza spinge le aziende a introdurre metodi di produzione più efficienti per incrementare i profitti. La crescita economica è calcolata in termini di Prodotto interno lordo e rappresenta il livello di ricchezza di uno Stato. L’aumento del Pil equivale al tasso di crescita di produzione interna più la produzione ottenuta utilizzando i capitali stranieri.