Disoccupazione Italia

Per disoccupazione si intende la mancanza permanente o temporanea di un lavoro retribuito. Può dipendere da cause che non coinvolgono la volontà del soggetto che si trova senza occupazione (disoccupati involontari), oppure dal rifiuto della persona di mansioni che non ritenga adeguate alle proprie condizioni fisiche, sociali e morali o non sufficientemente ricompensate (disoccupati volontari). Per i disoccupati involontari è prevista la Nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi), un’indennità mensile di disoccupazione. Viene corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà di quelle contributive presenti negli ultimi quattro anni.

IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE MISURA LO STATO DI BENESSERE DI UN PAESE

Il tasso di disoccupazione si intende il rapporto tra il numero di coloro che cercano lavoro e il totale della forza lavoro, data dalla somma tra chi ha già un impiego e chi invece lo sta cercando. Si misura sulla popolazione di età compresa tra i 15 e i 64 anni.  Chi rientra in questa fascia di età e non riesce a trovare lavoro rientra appunto nella categoria dei disoccupati. Il livello di disoccupazione è anche uno dei parametri che permette di misurare lo stato di benessere di un Paese. In Italia, nell’agosto del 2018, la disoccupazione ha toccato il 9,7%. Quella è stata la prima volta che il fenomeno è sceso sotto la percentuale del 10% dal gennaio del 2012.

LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE IN ITALIA

La disoccupazione giovanile si riferisce ai cittadini italiani che vanno dai 15 ai 24 anni. Nel 2008 era pari al 21,2%, nel primo trimestre del 2014 ha avuto un picco fino al 46,2%, per poi scendere al 31% nell’agosto 2018. Nel 2008 i ragazzi fra i 15 e i 24 anni senza un lavoro erano 388mila, nell’anno più duro della crisi, il 2014, sono diventati 743mila. In generale, tuttavia, sulla disoccupazione giovanile siamo tra i fanalini di coda in Europa, preceduti soltantoa da Grecia e Spagna.