Immigrazione

L’immigrazione è il trasferimento di singoli individui o di gruppi di persone in uno Stato o luogo diverso da quello di origine. È il fenomeno opposto rispetto all’emigrazione.

I DATI SUI MIGRANTI IN ITALIA E NELL’UE

Secondo i dati Istat, al 31 dicembre 2017 risultavano regolarmente residenti in Italia 5.144.440 cittadini stranieri, l’8,5% della popolazione totale. L’istituto di statistica ha anche rilevato il deciso incremento dei flussi provenienti dall’Europa orientale, che hanno superato quelli relativi ai paesi del Nordafrica. Se si considera invece l’intera Unione europea, secondo i dati Eurostat, nel 2017 sono immigrate 4,4 milioni di persone, mentre almeno 3,1 milioni di migranti hanno lasciato uno Stato membro dell’Ue. Questi dati, però, includono anche i flussi tra gli Stati membri dell’Unione. La Germania ha registrato il numero più elevato di immigrati (917.100) nel 2017, seguita da Regno Unito (644.200), Spagna (532.100), Francia (370mila) e Italia (343.400).

L’ITALIA E L’EMIGRAZIONE FINO AGLI ANNI SESSANTA

L’Italia, per gran parte della sua storia dall’Unità in poi, è stata un Paese di emigrazione: si stima che tra il 1876 e il 1976 partirono oltre 24 milioni di persone. Il fenomeno dell’immigrazione, invece, era pressoché inesistente, con le eccezioni dell’esodo istriano e del rientro degli italiani dalle ex colonie d’Africa. L’emigrazione degli italiani cominciò ad affievolirsi solo a partire dagli Anni Sessanta, in coincidenza con il miracolo economico, e il flusso immigratorio di stranieri a prese consistenza solo verso la fine degli Anni Settanta. Nel 1982 venne proposto un primo programma di regolarizzazione degli immigrati privi di documenti, mentre nel 1986 fu varata la prima legge che garantiva ai lavoratori extracomunitari gli stessi diritti dei colleghi italiani.

LE LEGGI MARTELLI, TURCO-NAPOLITANO E BOSSI-FINI

Nel 1990 la legge Martelli cercò per la prima volta di introdurre una programmazione dei flussi d’ingresso e una sanatoria per gli immigrati che si trovavano già nel territorio italiano: vennero così regolarizzati circa 200mila stranieri, provenienti principalmente dal Nordafrica Nel 1991 l’Italia dovette affrontare l’immigrazione di massa degli albanesi, originata dal crollo del blocco comunista, risolta tramite accordi bilaterali tra i due Paesi. Nel 1998 la legge Turco-Napolitano, proposta dal futuro Presidente della Repubblica (allora ministro dell’Interno), istituì i Centri di permanenza temporanea (Cpt) per gli stranieri sottoposti a provvedimenti di espulsione. Nel 2002 la cosiddetta legge Bossi-Fini introdusse anche la possibilità dell’espulsione immediata dei clandestini da parte della forza pubblica.