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Il Monte dei paschi di Siena è la più antica banca in attività e anche la più longeva del mondo. La sua sede è Palazzo Salimbeni e la sua nascita risale al 1472, quando sorse con il nome di Monte di pietà per inziativa di alcuni frati francescani. All’epoca rappresentava un’istituzione senza scopo di lucro che puntava a concedere piccoli prestiti alle persone che necessitassaro di liquidità per fare degli acquisti. Il meccanismo prevedeva che il prestito fosse concesso dietro un pegno che doveva valere almeno un terzo dei soldi prestati.

LO SCANDALO DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Quando il Monte dei paschi di Siena decise di acquistare per circa 9 miliardi di euro la Banca Antonveneta cominciarono i suoi problemi. Il prezzo risultò essere decisamente troppo elevato rispetto alle capacità dell’istituto. La mossa azzardata provocò un pesante passivo, che travolse anche la Fondazione Monte dei paschi di Siena, il principale azionista. La situazione di emergenza costrinse la stesura di un nuovo piano per il triennio 2012-2015, che includesse una forte riduzione dei costi. Fu così stabilito che, per resistere, sarebbe stato necessario tagliare 4.600 posti di lavoro, chiudere 400 filiali entro il 2015, effettuare la cessione di attività, svalutare gli avviamenti e procedere con la richiesta di un aiuto da parte dello Stato italiano. Quest’ultimo punto si concretizzò con la concessione di liquidità pari a 3 miliardi e 400 mila euro attraverso i cosiddetti Monti bond, obbligazioni sottoscritte dal Tesoro (dopo il parere positivo della Banca d’Italia) per aiutare gli istituti in perdita ed emessi dalle banche commerciali con un alto tasso d’interesse (intorno al 9%). I Monti bond presero il nome dall’allora presidente del Consiglio Mario Monti e avevano l’obiettivo di rafforzare la condizione patrimoniale del Monte dei Paschi di Siena, su specifica richiesta dell’istituto stesso. Il Monte dei paschi di Siena non fu l’unica banca a essere aiutata dallo Stato. Nel 2009 i Monti bond furono sottoscritti con il Banco Popolare, con la Banca Popolare di Milano e con il Credito Valtellinese.