Pdl

Il Popolo della Libertà (Pdl) è stato il partito che dal 2009 al 2013 ha riunito le due principali sigle di centrodestra, nate nel 1994: Forza Italia, fondato da Silvio Berlusconi, e Alleanza Nazionale, guidato da Gianfranco Fini. Il Pdl ha cessato le sue attività nel 2013 dopo la decisione di Berlusconi di ricostituire Forza Italia e la scissione del Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano.

L’EREDITÀ DELLA CASA DELLE LIBERTÀ E LA VITTORIA ALLE POLITICHE DEL 2008

Il progetto di Silvio Berlusconi di riunire tutto il centrodestra sotto un’unica sigla era cominciato nel 2001 con la fondazione della Casa delle Libertà, coalizione di tutti i partiti dell’area conservatrice: Forza ItaliaAlleanza NazionaleLega Nord, Udc, Nuovo Psi, Partito Repubblicano Italiano e Democrazia Cristiana per le Autonomie. Nello stesso 2001 la coalizione sconfisse l’Ulivo di Romano Prodi con il 49,6% dei voti, portando alla nascita del Governo Berlusconi II, il più longevo della storia della Repubblica. La legislatura fu spezzata in due dalla rapida crisi di governo dell’aprile 2005, che portò al varo del Governo Berlusconi III. Nel 2006 L’Ulivo vinse le elezioni ma si accesero forti polemiche dopo l’approvazione della legge Finanziaria, il 14 novembre 2007, con soltanto quattro voti di scarto. Il 18 novembre dello stesso anno Silvio Berlusconi, durante una manifestazione per chiedere il ritorno alle elezioni in Piazza della Scala a Milano, salì sul predellino di un’auto e annunciò la nascita di un nuovo soggetto politico, il Popolo della Libertà, unione tra Forza Italia e Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini. Non aderì la Lega Nord, con cui il Pdl si presentò alleato alle elezioni politiche 2008 ottenendo il 47,3% dei voti. Silvio Berlusconi divenne presidente del Consiglio per la quarta volta e Gianfranco Fini fu eletto presidente della Camera.

IL DIVORZIO TRA SILVIO BERLUSCONI E GIANFRANCO FINI

Nonostante i successi del Pdl alle elezioni europee nel 2009 (35,2%) e alle amministrative nel 2010 (in cui strappò quattro Regioni al centrosinistra), aumentarono i dissidi tra Fini e Berlusconi, accusato dall’ex leader di An di spostarsi su posizioni troppo vicine a quelle della Lega Nord. Venne convocato un congresso in cui Berlusconi ordinò a Fini di abbandonare la carica di presidente della Camera se avesse voluto continuare a fare politica all’interno del Pdl. Fini rispose con la famosa frase: «Altrimenti che fai? Mi cacci?». L’ufficio di presidenza del partito stabilì quindi l’incompatibilità di Gianfranco Fini con i principi del Pdl. Fini diede dunque vita al partito Futuro e Libertà (Fli). La formazione politica ebbe vita breve: alle elezioni politiche 2013 ottenne soltanto lo 0,47% dei voti. La sconfitta provocò l’addio di Gianfranco Fini e Italo Bocchino e Fli venne trasformato nel 2014 dal coordinatore nazionale Roberto Menia in Azione Nazionale, che dal 2017 si fuse con il Movimento nazionale per la sovranità (Mns) di Francesco Storace, oggi alleato di Lega e Fratelli d’Italia.

LA CRISI DEL 2011 E LE DIMISSIONI DI BERLUSCONI DA PREMIER

La scissione di Fli e lo scandalo Ruby portarono il Pdl a perdere la guida di MilanoNapoli Cagliari alle elezioni amministrative del 2011, Venne designato segretario Angelino Alfano, fino a quel momento ministro della Giustizia, che sostituì Silvio Berlusconi alla guida del partito. Fu però la crisi del debito a mettere in crisi il Pdl e il Governo Berlusconi IV, costretto a dimettersi il 12 novembre 2011 dopo la sofferta approvazione della Legge di Stabilità. Il partito scelse di appoggiare il nuovo esecutivo guidato da Mario Monti.

IL SOSTEGNO DEL PDL AI GOVERNI MONTI E LETTA, PRIMA DELLO SCIOGLIMENTO NEL 2013

Dopo le elezioni regionali in Sicilia dell’ottobre 2012, in cui il Pdl venne superato sia dal Pd che dal Movimento 5 stelle, Angelino Alfano indisse elezioni primarie per scegliere il nuovo leader del partito. Il progetto fu accantonato dopo l’annuncio della ridiscesa in campo di Silvio Berlusconi, che scelse di ritirare l’appoggio al governo Monti. Giorgia Meloni e Guido Crosetto scelsero di abbandonare il Pdl e fondare Fratelli d’Italia. Alle elezioni politiche del 2013, il Pdl si fermò al 29,18%, poco al di sotto del risultato del Partito Democratico (29,55%), e i due partiti scelsero di sostenere un governo di larghe intese guidato da Enrico Letta, vicesegretario del Pd. Nelle elezioni amministrative, però, il crollo del Pdl fu storico: perse in tutti i capoluoghi al voto e alle regionali in Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Basilicata. Il 29 giugno 2013 Silvio Berlusconi si convinse alla resa, annunciando lo scioglimento del Popolo delle Libertà e il ritorno a Forza Italia, continuando a sostenere il governo Letta. Ma quando l’ex premier ordinò a settembre di ritirare i propri ministri dall’esecutivo guidato da Enrico Letta, Angelino Alfano annunciò la sua non adesione a Forza Italia e la fondazione di Nuovo Centro Destra, con l’obiettivo di continuare il sostegno al governo.