Pil

Il Pil è l’acronimo di Prodotto interno lordo e calcola il risultato finale dell’attività produttiva di tutti i residenti di un Paese, circoscritto in una precisa parentesi temporale. Con il concetto di “prodotto” si fa riferimento a tutti i beni e gli scambi che hanno un valore economico (per questo motivo il Pil non tiene conto di quelli effettuati a titolo gratuito o delle azioni di autoconsumo). Il concetto di “interno“, invece, sottolinea il carattere statale del calcolo, che si riferisce soltanto alle attività economiche svolte dentro il Paese, escludendo la ricchezza prodotta da imprese, lavoratori e altri operatori all’estero. Il termine lordo, invece, indica che il valore della produzione è al lordo degli ammortamenti, ovvero del naturale deprezzamento dello stock di capitale fisico intervenuto nel periodo. Siccome il Pil misura le transazioni fra soggetti, può essere calcolato sia dal punto di vista della domanda che dal punto di vista dell‘offerta.  Misura sempre e soltanto le transazioni finali, esclude cioè gli scambi di prodotti intermedi, in quanto si prevede che il valore del prodotto finale incorpori già i costi sostenuti per gli acquisti di prodotti intermedi ai differenti stadi del processo produttivo. La misurazione del Pil dal lato dell’offerta consiste nel sommare l’apporto al Pil del Paese fornito da tutte le imprese.

IL PIL SI ESPRIME NELLA VALUTA DEL PAESE

Ogni Pil è espresso nella specifica valuta di un Paese e per questo motivo non può essere sfruttato da subito per operare un confronto sul piano internazionale. La traduzione del valore del Pil in una valuta comune si può realizzare attraverso i tassi di cambio in vigore nel periodo che si intende analizzare. Più frequentemente, però, si utilizzano i tassi di cambio basati sulla parità dei poteri d’acquisto, che consentono di eguagliare il livello dei prezzi nei diversi Paesi, rendendo la misura indifferente rispetto alle oscillazioni dei cambi.

COS’È IL PIL PRO CAPITE

Il Pil pro capite (dal latino “per testa”) è l’indicatore generalmente utilizzato per esprimere il livello di ricchezza per abitante prodotto su un territorio in un preciso periodo di tempo. Il suo calcolo consente di fare confronti tra aree di dimensione demografica diversa. Sul piano statistico ed economico è un valore che serve a indicare il reddito medio degli individui abitanti di un comune, di una regione o di uno Stato.