Recessione Italia

La recessione è una condizione macroeconomica caratterizzata da livelli di attività produttiva più bassi di quelli che si potrebbero ottenere usando in maniera efficiente tutti i fattori produttivi a disposizione. È quindi il contrario della crescita economica. Si parla di recessione nel momento in cui la variazione del Prodotto interno lordo (Pil) assume segno negativo per due trimestri consecutivi: in Italia è accaduto negli ultimi due trimestri del 2018 per la prima volta dalla crisi economica del 2008. Le principali conseguenze della recessione sono aumento della disoccupazione, rallentamento della produttività e calo di consumi e accesso al credito.

IL PIL, NEGATIVO SOLTANTO CINQUE VOLTE DAL 1980

In Italia il Pil ha registrato segno negativo per 5 anni dal 1980, anno in cui il Prodotto Interno Lordo venne calcolato per la prima volta. Si tratta di 1993, 2008, 2009, 2012 e 2013, ossia per quattro dei sei anni successivi alla crisi economica del 2008. A partire dal primo trimestre del 2013 e fino al terzo trimestre 2018, però, il Pil congiunturale (ossia calcolato con la variazione riferita al trimestre precedente) non era mai sceso per due trimestri consecutivi (era calato soltanto nel quarto del 2013 e nel secondo del 2014). Nel 2018 il Pil italiano è cresciuto dello 0,9% rispetto all’anno precedente, in rallentamento rispetto all’1,6% registrato nel 2017. Per il 2019 i principali istituti stimano un tasso di crescita vicino allo zero e, per il 2020, c’è anche il rischio, per ora marginale, che torni di segno negativo.

LA “RECESSIONE TECNICA” DOPO I DUE TRIMESTRI NEGATIVI DI FINE 2018

Negli ultimi due trimestri del 2018 il Pil italiano scese, in entrambi i casi, dello 0,2%. L’Istat, di conseguenza, dichiarò che l’Italia era entrata in “recessione tecnica“. Nei primi due trimestri del 2019 la situazione non è migliorata di molto: il Pil è cresciuto soltanto dello 0,1% rispetto ai valori di dicembre 2018 (variazioni congiunturali) ma è sceso dello 0,1% rispetto ai valori dei primi due trimestri del 2018 (variazioni tendenziali). Secondo l’Istat l’Italia è quindi uscita dalla recessione tecnica ma è entrata in una fase di stagnazione economica. La recessione, insomma, è un campanello d’allarme: se i conti non vengono corretti c’è il rischio di una crisi economica, che si verifica quando l’andamento congiunturale del Pil assume segno negativo per due trimestri consecutivi ma con valori superiori all’1%. In Italia è accaduto soltanto dal 2011 al primo trimestre 2013.