Guerra in Siria

La guerra in Siria è iniziata nel marzo del 2011. Ha preso il via dalle proteste pacifiche dei cittadini, stanchi dell’autoritarismo del regime del capo dello Stato Bashar al-Assad. La gente chiedeva la destituzione del Presidente, in carica dal 2000. Assad, però, ha risposto con le armi, dando inizo a un’escalation di violenze. Fu allora che alcuni elementi dell’esercito regolare, incaricati di colpire i manifestanti, scelsero di disertare, per dare vita a un movimento di resistenza ribattezzato Esercito siriano libero.  Ma presto fecero il loro ingresso anche i fondamentalisti islamici.

LO STATO ISLAMICO DERIVA DA AL-QAIDA

Il concetto di fondamentalismo islamico comprende più realtà, spesso in contrapposizione. Nel caso siriano ci si riferisce ai combattenti dell’Isis (Stato islamico iraqeno e siriano). Il movimento si è sviluppato dalle cellule di Al-Qaida sorte in Iraq tra il 2004 e il 2006. Nel 2014 ha approfittato dei disordini in Siria per espandersi ed edificare il califfato, un territorio dove tutti fossero soggetti alla Sharia, la sacra legge islamica.

L’IMPEGNO DEI CURDI NELLA LOTTA ALL’SIS

La guerra siriana ha smosso il problema della mancanza di un territorio nazionale curdo. La popolazione di oltre 25 milioni e diviso tra Iraq, Siria, Turchia e Iran è stata fondamentale nella lotta contro i fondamentalisti. Nelle loro battaglie per arginare l’ondata dell’Isis, hanno brillato nella riconquista di Kobane (2015), di Mosul e Raqqa (entrambe nel 2017). La guerra siriana coinvolge anche la Turchia, intenzionata a tenere lontani i ribelli curdi. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan li ha definiti terroristi.

IL COINVOLGIMENTO DELLE POTENZE OCCIDENTALI

A complicare il quadro è anche il coinvolgimento delle grandi potenze, intervenute nella polveriera mediorientale per difendere i propri interessi. Vale la pena sottolineare l’entrata in gioco della Russia, al fianco di Bashar al-Assad e degli Stati uniti, che hanno spesso accusato il dittatore siriano di fare uso di armi chimiche.