Terremoto

Il terremoto è una vibrazione della crosta terrestre. È dovuto a un assestamento improvviso di una massa rocciosa nel sottosuolo. Quando avviene lo spostamento di due blocchi si generano delle vibrazioni che si propagano e diventano le cosiddette onde sismiche. Le oscillazioni del terreno che si succedono per un periodo di tempo che può andare da pochi secondi ad alcuni minuti. Un sisma si può misurare attraverso la scala Mercalli e la scala Richter. La prima valuta gli effetti di un terremoto in base all’intensità dei danni che causa sulle persone e sulle cose. La seconda tende a quantificare l’energia sprigionata dal fenomeno sismico su base strumentale.

PREVEDERE I TERREMOTI NON È ANCORA POSSIBILE

Il mondo scientifico esclude che sia possibile prevedere l’arrivo di un sisma. Tuttavia, alcuni studi provenienti dall’Islanda hanno ipotizzato una correlazione tra i cambi di livello di sodio e idrogeno nelle acque sotterranee e il sopraggiungere, diversi mesi dopo, di un terremoto. La ragione delle variazioni dei picchi chimici nelle falde acquifere, secondo i ricercatori,  è da rintracciare nelle alterazioni che subiscono le rocce prima che il sisma si manifesti. Ma gli elementi sono insufficienti per poter parlare di una svolta nel campo della scienza. Alcuni studiosi hanno fatto notare che potrebbero essere altre le cause delle alterazioni di sodio e idrogeno nelle acque.

IRPINIA, AQUILA, AMATRICE: I TERREMOTI CHE HANNO SPEZZATO L’ITALIA

Il terremoto dell’Irpinia avvenne il 3 novembre del 1980, con un magnitudo di 6,9. La scossa durò 90 secondi ma l’entità dei danni non fu subito evidente. L’interruzione totale delle comunicazioni impedì di avere informazioni dettagliate e i telegiornali parlarono genericamente di una «scossa di terremoto in Campania». I morti risultarono essere 2.914. L’Aquila fu invece colpita dal terremoto di magnitudo 6.3 il 6 aprile del 2009. I morti furono 309. Nel 2016 è stato nuovamente colpito il centro Italia. Quell’anno, alle 3.36 del 24 agosto, una scossa di magnitudo 6.0 ad Accumoli (Rieti) causò 299 vittime.