Terrorismo

Con il termine terrorismo vengono indicate azioni criminali violente e premeditate che hanno l’obiettivo di suscitare paura nella popolazione, come attentati, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi o dirottamenti. In origine si definiva terrorista un membro del governo in Francia durante il Regime del Terrore (1793-1794). Anche l’autorità statale può fare ricorso di metodi terroristici; in questo caso si parla di terrorismo di Stato.

IL PRIMO ATTENTATO MODERNO: LA STRAGE DI FELICE ORSINI NEL 1858

Il primo attentato terroristico della storia è considerato quello compiuto dall’italiano Felice Orsini, che scagliò tre bombe contro la carrozza dell’imperatore di Francia, Napoleone III, il 14 gennaio 1858. Fu attribuita importanza a quella strage non tanto per il risultato (causò 12 morti ma lasciò illesi l’imperatore e la sua consorte) ma per le ripercussioni che ebbe sul diritto internazionale: in seguito alla fuga dei quattro attentatori in Belgio, il regno fiammingo approvò una legge secondo la quale gli attentati contro capi di Stato stranieri o loro familiari non erano da considerarsi reati politici e pertanto i responsabili potevano essere estradati.

LO SPARTIACQUE DELL’11 SETTEMBRE 2001

In epoca moderna, dal 1989 al 2001 si verificò in occidente un solo grave atto di terrorismo, l’attentato al palazzo Federale di Oklahoma City del 19 aprile 1995 ad opera di due terroristi americani di estrema destra. L’azione terroristica per antonomasia è però quella compiuta l’11 settembre 2001 da al-Qaeda contro il World Trade Center di New York (le Torri Gemelle), il Pentagono e la Casa Bianca, provocando 2977 morti. Al-Qaeda colpì anche a Madrid l’11 marzo 2004, causando 192 morti. Fu poi l’Isis a compiere sanguinosi attentati in Occidente, in città come Parigi, Nizza, Bruxelles, Barcellona, New York e Berlino.

COSA PREVEDE LA LEGGE ITALIANA SUL TERRORISMO

La Costituzione Italiana non dà una definizione di terrorismo, ma all’art. 18 stabilisce: «Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare». È il codice penale, all’art. 270, a definire con precisione la tipologia di reato: «Sono considerate con finalità di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un’organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un’organizzazione internazionale».

GLI ELENCHI DELLE ORGANIZZAZIONI TERRORISTICHE DEI VARI STATI

Istituzioni sovranazionali come Nazioni unite e Unione europea, per motivi diplomatici, non hanno pubblicato una lista dei gruppi che considerano terroristici, ma soltanto di persone sanzionate per la loro implicazione in atti terroristici. Ogni Stato si è così dotato di una propria lista di gruppi che considera terroristici, come il Partito curdo dei lavoratori (Pkk) per la Turchia o i Guardiani della Rivoluzione iraniani per gli Stati Uniti.