ucraina

L’Ucraina è un Paese dell’Europa orientale, ha una popolazione di circa 42 milioni e 322 mila abitanti e la sua capitale è Kiev. Affacciato sul mar Nero, in questo Paese in cui sventola la bandiera blu e giallo grano (a simboleggiare pace e prosperità), la gran parte dei cittadini è di fede cristiano-ortodossa. Confina a est con la Russia, a nord con la Bielorussia, a ovest con Polonia, Slovacchia e Ungheria a ovest. A sud-ovest con Romania e Moldavia.

L’INGRESSO DELL’UCRAINA NELL’UNIONE EUROPEA NON AVVERRÀ PRIMA DEL 2040

L’Ucraina non fa ancora parte dell’Unione europea. Il suo ingresso tra i Paesi membri potrebbe non avvenire prima del 2040. Tuttavia, nel 2004 sono cominciate le trattative per rendere più solida la collaborazione tra le due realtà. Uno dei passaggi fondamentali è stato l’accordo di associazione firmato nel 2014, che ha dato nuova linfa alla cooperazione in ambiti quali economia, giustizia, sicurezza, scienza e tecnologia. Integrato nell’accordo c’è anche il Dcfta (Deep and comprehensive free trade area), che rappresenta la parte commerciale della collaborazione. Dal 2016 prevede la riduzione del 99,1% dei dazi ucraini e del 98,1% di quelli europei negli scambi reciproci.

LA GUERRA NEL DONBASS CHE È ANCORA IN CORSO

Dall’aprile del 2014, nel Donbass, regione dell’Ucraina orientale, è in corso una guerra tra i separatisti che chiedono l’annessione alla Russia e coloro che invece non hanno alcuna intenzione di unirsi al Cremlino. Tutto è cominciato quando diversi ribelli filo-russi hanno occupato alcune sedi governative. Ai disordini è seguita l’autoproclamazione di indipendenza nelle due regioni orientali filo-russe, la Repubblica popolare di Doneck e la Repubblica popolare di Lugansk. A perorare la causa dei separatisti ucraini c’è anche Mosca, che ha sempre negato il suo coinvolgimento nel conflitto nonostante la presenza testimoniata di truppe russe sui terreni di scontro. Uno dei passaggi fondamentali di questo conflitto è infatti l’annessione della Crimea da parte di Mosca nella primavera del 2014, mai riconosciuta da Unione europea e Nato, che hanno invece condannato tout court la mossa del Cremlino.