Vladimir Putin

Vladimir Putin è nato a Leningrado, il 7 ottobre del 1952. È alto 1 metro e 70 e pesa 77 chilogrammi. È stato rieletto presidente della Russia il 18 marzo 2018 e questo è il suo quarto mandato. Ha già ricoperto la carica nel 2000, nel 2004 e nel 2012. Oltre alla carriera come politico ha intrapreso anche quella di militare. È infatti stato un funzionario del Kgb, la principale agenzia di sicurezza ai tempi dell‘Unione sovietica. Vi fu arruolato subito dopo aver concluso gli studi nel 1975. Ha dato le sue dimissioni dal Kgb nel 1991, dopo il fallito colpo di Stato contro Gorbaciov. La politica Ljudmila Putina è stata sua moglie dal 1983 al 2014. Dal matrimonio sono nate due figlie, Maria ed Ekaterina.

LA CARRIERA POLITICA DI VLADIMIR PUTIN

Il primo passo nel mondo della politica Putin lo compì a San Pietroburgo, quando divenne nel 1990 consigliere del sindaco per gli affari internazionali. Nel 1998 fu invece nominato capo del personale presidenziale per le regioni e pochi mesi dopo divenne presidente della commissione per gli accordi sulla limitazione del potere alle regioni. Sempre nello stesso anno divenne membro permanente del Consiglio di sicurezza della Federazione russa. Il 9 agosto del 1999 venne invece eletto primo ministro da Boris Eltsin. Mancavano soltanto pochi mesi alla sua nomina alla Presidenza del Paese: nel dicembre di quello stesso anno, infatti, Eltsin rassegnò le dimissioni e Putin prese il suo posto.

LE CONTROVERSIE INTERNAZIONALI

Dal suo insediamento Putin è stato impegnato in due conflitti che hanno riguardato il territorio russo: quello ceceno e quello ucraino. Il primo è scoppiato nel 1999 ed è proseguito fino al 2009. L’oggetto del contendere erano alcuni territori che la Repubblica cecena aveva autoproclamato di sua competenza nonostante il mancato riconoscimento russo. Questi territori sono stati nuovamente rioccupati dalla Russia. Il conflitto ucraino, invece, ha riguardato le ambizioni separatiste sollevatesi nell’Ucraina orientale e guidate da alcuni ribelli filo-sovietici.  Uno dei passaggi di questo conflitto è l’annessione della Crimea da parte di Mosca nella primavera del 2014, mai riconosciuta da Unione europea e Nato, che hanno invece condannato tout court la mossa del Cremlino.