Barbara Ciolli

Deutsche Bank pronta alla cura choc

Deutsche Bank pronta alla cura choc

Ventimila dipendenti in meno su 90 mila e una Bad Bank con i prodotti a rischio. I vertici dell’istituto non smentiscono le indiscrezioni sulla riorganizzazione. E i mercati apprezzano.

04 Luglio 2019 07.00

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La conferma di Deutsche Bank arriverà molto probabilmente alla riunione semestrale dei soci il 24 luglio prossimo. In quell’occasione l’amministratore delegato Christian Sewing è chiamato a illustrare i risultati del riassetto iniziale del gruppo (con oltre 5.500 tagli al personale scattati tra il 2018 e il 2019). E non potrà non passare ai piani per il 2020 che il Wall Street Journal e il Financial Times hanno anticipato come la più grande riorganizzazione dell’istituto nei suoi 149 anni di storia. Si parla di nuovi tagli dei dipendenti – tra i 15 mila e i 20 mila – per chiudere e ridimensionare fortemente i dipartimenti di investment banking. E di una Bad Bank in grado di assorbire le attività finanziarie più rischiose, sgravando l’istituto tedesco per una eventuale fusione.

Christian Sewing, amministratore di Deutsche Bank. GETTY.

Deutsche Bank dal canto suo non smentisce le voci. Il comunicato in cui si sottolinea di «lavorare a misure per accelerare la trasformazione e aumentare la redditività sostenibile» conferma anzi l’annuncio fatto da Sewing all’assemblea annuale degli azionisti del 23 maggio scorso di «procedere a duri tagli nell’investment banking». Semmai, vista la ripresa dei titoli in Borsa dopo le indiscrezioni, il via libera alla maxi ristrutturazione potrebbe arrivare già alla riunione del Consiglio di vigilanza del 7 luglio prossimo.

I TAGLI RIPIANANO LE PERDITE

Dagli uffici di Deutsche Bank confermano a Lettera43.it che i numeri usciti sul nuovo riassetto non comprendono le uscite degli ultimi anni, «un processo già in corso e parte del precedente piano». Dopo la nomina, all’assemblea annuale degli azionisti del 2018 Sewing parlò di una «riduzione dei posti di lavoro full time dagli oltre 97 mila a ben sotto i 90 mila entro la fine del 2019». Dai dati dell’istituto, al 31 marzo 2019 i dipendenti del gruppo risultano scesi a 91.463, e per Sewing ridurre il personale è un target che porta risultati. È infatti grazie al contenimento dei costi se nel 2018, dopo quattro anni, Deutsche Bank è potuta tornare a fare utili, registrando un profitto netto di 341 milioni. Un trend confermato anche nel primo trimestre del 2019, con circa 200 milioni di profitti (+64% su base annua). Nello stesso periodo i ricavi di Deutsche Bank sono continuati invece a calare, del 4% (circa 25 miliardi di euro) l’anno passato e del 9% (circa 6,4 miliardi) nei primi tre mesi del 2019. Soprattutto a causa della perdita continua – fino alle voci della Bad Bank e dei 20 mila tagli di personale – di valore dei titoli negli ultimi mesi. A maggio si era toccato il minimo di 6 euro ad azione (nel 2007 ne valevano 92).

INVESTMENT BANKING DA RICOSTRUIRE

Il valore azionario complessivo della grande banca internazionale è precipitato a meno di 14 miliardi di euro, complice anche la reazione dei mercati alla notizia della fusione fallita con Commerzbank e di nuove inchieste negli Usa che hanno riportato Deutsche Bank sotto la lente della Federal reserve (Fed). Tuttavia a livello di bilancio, l’abbattimento delle spese è riuscito a compensare le minori entrate causate dalle turbolenze. Sewing, nuovo ad dal 2018 dopo diversi avvicendamenti durante la crisi, è consapevole che il consolidamento per riportare Deutsche Bank al suo potenziale richiede tempo e misure convincenti e drastiche. Prima di tutto, verso i dipartimenti responsabili delle operazioni finanziarie rischiose e spregiudicate che hanno portato alle maxi multe e ai capitali bruciati. Le migliaia di licenziamenti e le uscite volontarie programmate per mantenere i costi annui sotto i 23 miliardi di euro sono concentrate negli uffici dell’investment banking soprattutto di Londra, Oltreoceano e delle grandi piazze finanziarie asiatiche. Dopo una prima “pulizia”, a giugno la succursale di Deutsche Bank negli Usa ha superato gli stress test quantitativi e qualitativi della Fed.

Deutsche Bank si prepara a una cura choc.

SUL TAVOLO UNA BAD BANK DA 50 MILIARDI

La grande banca tedesca è nata come banca d’investimento globale, non può cambiare pelle. Ma mentre ricostruisce l’investment banking, gli obiettivi di Sewing sono risparmiare sui costi e rafforzare il comparto commerciale in Europa, per prestare meno il fianco alle speculazioni. Deutsche Bank vuole intanto operare di più nell’economia reale, con la tradizionale attività di depositi e di credito a famiglie e imprese. Le uscite di personale dal 2018 non hanno perciò investito i circa 4 mila dipendenti delle filiali italiane. Salvo casi sporadici, difficilmente queste rientreranno nel target del maxi piano di tagli dal 2020. Neanche la Germania è stata toccata dalla ristrutturazione iniziale: solo con la fusione con il secondo gruppo bancario tedesco si sarebbero accorpate filiali e chiuse sedi. I sindacati avevano levato gli scudi, ma il matrimonio è saltato perché il colosso ancora da risanare di Deutsche Bank rischiava di affossare Commerzbank. Dopo i tagli e con una Bad Bank da 50 miliardi di euro, che liberi le twin tower di Francoforte dai 21 miliardi netti di derivati (l’1,5% degli asset totali) lo scenario può cambiare. A giugno il titolo ha riguadagnato il 15% sulla Borsa di Francoforte.

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