Tangenti: indagato il presidente di Confindustria Lombardia

Marco Bonometti coinvolto per finanziamento illecito nella maxi inchiesta che ha scosso la Regione. Nel mirino dei pm anche una fattura da 31 mila euro a Lara Comi. 

15 Maggio 2019 08.55
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Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia e dell'azienda Officine meccaniche rezzatesi con sede nel Bresciano, è indagato per finanziamento illecito nella maxi indagine della Dda di Milano che il 7 maggio ha portato a 43 misura cautelari. Da quanto si è saputo, a Bonometti, che martedì 14 maggio per ore era stato sentito come persona informata sui fatti e che per gli inquirenti è vicino ad ambienti di Forza Italia, è stato poi contestato un finanziamento illecito da 31 mila euro – in due tranche – attraverso la Omr holding di cui l'industriale è presidente alla società Premium consulting srl e tra i cui soci figura Lara Comi, europarlamentare di Forza Italia e candidata alle prossime Europee, che risulta a sua volta indagata.

LARA COMI INDAGATA PER FINANZIAMENTO ILLECITO

Stando a quanto ricostruito dai pm, l'industriale avrebbe versato quei soldi formalmente per una consulenza, sotto forma di acquisto di una tesi di laurea reperibile anche online e quel denaro, invece sarebbe andato a finanziare illecitamente Comi. Il nome dell'europarlamentare, tra l'altro, era già emerso negli atti della maxi indagine su un sistema di corruzione, appalti pilotati e finanziamenti illeciti. I pm, infatti, come si leggeva nella richiesta di custodia cautelare a carico di 43 persone, tra cui i due esponenti di FI Fabio Altitonante e Pietro Tatarella, stanno indagando anche su un altro episodio, ossia su «contratti di consulenza» ottenuti, attraverso Gioacchino Caianiello, ex coordinatore di FI a Varese e ritenuto il «burattinaio» del presunto "sistema", da «una società riconducibile a Lara Comi». Contratti di consulenza «da parte dell'ente Afol città metropolitana» per un totale di 38 mila euro.

IL POOL GUIDATO DA ALESSANDRA DOLCI

Per tutta la giornata, tra l'altro, nella maxi inchiesta condotta da Gdf e Carabinieri e coordinata dall'aggiunto Alessandra Dolci e dai pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri, sono stati ascoltati testimoni e indagati tra cui anche un'avvocatessa ligure citata da Giuseppe Zingale, dg dell'ente Afol Metropolitana, come colei che, tramite l'eurodeputata forzista Comi, ha ricevuto consulenze dall'ente per un progetto, come ha spiegato lo stesso dirigente interrogato dal gip Raffaella Mascarino, che si proponeva di lanciare l'Agenzia per la formazione, orientamento e lavoro in Europa.

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