Cosa ha detto Fontana nell'interrogatorio davanti ai pm

Cosa ha detto Fontana nell’interrogatorio davanti ai pm

Il governatore della Lombardia indagato per abuso d'ufficio: «Comi mi diceva sempre di rivolgermi a Caianiello». Ma il presidente leghista rivendica la nomina dell'ex socio Marsico: «Avevo già deciso».

24 Maggio 2019 16.17

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Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, è stato interrogato dai pm di Milano nell'ambito della maxi inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sulle tangenti in Lombardia. L'interrogatorio si è svolto il 13 maggio e dal verbale depositato agli atti del Tribunale del Riesame filtrano alcuni contenuti.

CAIANIELLO «COORDINATORE DI FATTO DI FORZA ITALIA A VARESE»

Davanti ai magistrati Fontana ha spiegato che Gioacchino Caianiello, il presunto "burattinaio" dell'intero sistema corruttivo svelato dalle indagini, era il «coordinatore di fatto di Forza Italia a Varese». Tanto che la stessa coordinatrice ufficiale Lara Comi, a sua volta accusata di finanziamento illecito ai partiti, «se avevo qualche problema mi diceva sempre di rivolgermi a lui».

LA NOMINA DI MARSICO PER CUI FONTANA È INDAGATO

I pm di Milano contestano a Fontana il reato di abuso d'ufficio in relazione alla nomina pubblica del suo ex socio di studio legale Luca Marsico, ex consigliere regionale di Forza Italia "silurato" dal fuoco amico che Caianiello premeva per "ricollocare" dopo la mancata elezione nel 2018. Fontana ha ceduto le quote dello studio legale alla figlia per incompatibilità con la carica di governatore. Mentre Marsico, oltre alla sua attività professionale di avvocato, attualmente ricopre il ruolo di componente esterno nel Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici della Regione Lombardia, con un compenso di 11.500 euro l’anno più un gettone di presenza di 185 euro a seduta. È stato nominato il 24 ottobre 2018.

IL PRESUNTO "INTERESSAMENTO" DEL GOVERNATORE TOTI

Fontana, che è anche parte offesa per il reato di istigazione alla corruzione contestato a Caianiello, ha rivendicato la nomina di Marsico davanti ai pm. Mentre la proposta corruttiva avanzata dall'esponente di Forza Italia (mettere a capo del settore Formazione della Regione Lombardia il direttore generale dell’Afol-Agenzia metropolitana per il lavoro Giuseppe Zingale, offrendo in cambio la possibilità di nominare Marsico nel collegio sindacale di Afol, assegnandogli ricche consulenze) «non l'ho neppure presa in considerazione, io avevo già deciso ma non l'ho detto chiaramente a lui, ho "traccheggiato" prendendo tempo». Il governatore lombardo ha citato anche il collega Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria: «Ne ho parlato con lui in maniera molto generica, rappresentandogli la situazione. Forse Toti mi disse che se Marsico aveva bisogno, magari poteva rivolgersi a lui».

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