Open Arms: il Tar sospende il divieto di ingresso in acque italiane

La nave della Ong spagnola verso Lampedusa. Salvini grida al complotto: «Disegno per fare di noi il campo profughi d'Europa». Annunciati il ricorso al Consiglio di Stato e un nuovo stop. Ma la Difesa ordina di trasbordare i minori su un mezzo della Marina.

14 Agosto 2019 17.08
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Dopo la richiesta di chiarimenti ai ministri Matteo Salvini, Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli da parte del Tribunale dei minori di Palermo, sul caso Open Arms è intervenuto il Tar del Lazio. I giudici amministrativi hanno infatti disposto la sospensione del divieto d’ingresso nelle acque territoriali italiane per la nave umanitaria, ferma da 13 giorni al largo di Lampedusa.

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«Ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino, in modo che i diritti delle 147 persone a bordo vengano garantiti», ha fatto sapere la Ong, che punta verso l’isola siciliana scortata da due navi della Marina Militare. Dopo la pronuncia del Tar, Salvini ha gridato al complotto: «C’è un disegno per tornare indietro e aprire i porti italiani, per trasformare il nostro Paese nel campo profughi d’Europa. Ma io non torno indietro». Annunciati un ricorso urgente al Consiglio di Stato e un nuovo provvedimento per vietare alla nave di entrare nelle acque italiane, perché Open Arms si sarebbe «trattenuta in acque Sar libiche e maltesi», avrebbe «anticipato altre operazioni di soccorso» e «fatto sistematica raccolta di persone con l’obiettivo politico di portarle in Italia».

VIMINALE CONTRO DIFESA

Salvini ha proseguito così: «Ditemi se non è un Paese strano quello dove una nave spagnola in acque maltesi si rivolge a un avvocato di un Tribunale amministrativo per chiedere di sbarcare in Italia. Nelle prossime ore firmerò il mio no, perché complice dei trafficanti non voglio essere. Staremo attenti nei prossimi giorni perché non si crei a Roma un’alleanza innaturale, una coppia contro natura tra Pd e M5s per riaprire i porti italiani. Cercheremo di opporci con ogni energia che abbiamo in corpo, perché in Italia arrivino le persone perbene ma si possano rispedire a casa loro i troppi delinquenti che la sinistra ha fatto entrare». Per tutta risposta il ministero della Difesa, guidato dalla pentastellata Trenta, ha disposto l’immediato trasferimento dei minori su una delle due navi della Marina in affiancamento alla Open Arms.

LA RICHIESTA DEL PREMIER CONTE

La mattina del 14 agosto hanno fatto sapere fonti di palazzo Chigi era stato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a inviare al ministro Salvini – e per conoscenza ai ministri Danilo Toninelli e Trenta – una lettera per chiedere di «mettere in sicurezza i minori» presenti sulla nave. Sempre secondo le stesse fonti nella lettera il premier ha richiamato le norme che impegnano a dare assistenza ai minori e alle persone in difficoltà.

«CARO GIUDICE, DIFENDI I CONFINI ITALIANI»

«Solo in Italia c’è una situazione di questo genere: una nave di una ong spagnola in acque maltesi per cui un giudice del Tar del Lazio dice che deve sbarcare in Italia. La mia risposta è no, no, no. Ne sono arrivati già a sufficienza di clandestini negli anni passati. Caro il mio giudice, lo stipendio te lo pagano gli italiani e devi difendere i confini italiani», ha detto il ministro dell’Interno Salvini durante un comizio alla Spezia.«Finché sarò ministro non autorizzerò mezzo sbarco, farò di tutto perché Renzi e la Boschi non governino più in questo paese», ha aggiunto. «Continuo e continuerò a negare lo sbarco a chi pretende di portare dei clandestini sempre e solo in Italia», ha ribadito il ministro dell’Interno sottolineando che «se qualcuno la pensa diversamente se ne assuma la responsabilità». La Open Arms, «nave spagnola di ong spagnola – aggiunge – era in acque maltesi e non si capisce perché un giudice italiano possa consentire l’ingresso nelle nostre acque».

LE MOTIVAZIONI DEL TAR

Il Tar del Lazio, accogliendo il ricorso di Open Arms sul divieto d’ingresso, ha spiegato che «alla luce della documentazione medica prodotta» e della «prospettata situazione di eccezionale gravità e urgenza» dovuta alla prolungata permanenza in mare delle 147 persone salvate, ha ritenuto «giustificato» l’ingresso della nave in acque territoriali italiane, per consentire di prestare «l’immediata assistenza alle persone soccorse maggiormente bisognevoli». Open Arms ha commentato così: «Siamo lieti di constatare come, ancora una volta, dopo il Tribunale per i minori, anche il Tar abbia ritenuto di dover intervenire per tutelare la vita e la dignità delle persone e abbia riconosciuto le ragioni della nostra azione in mare, ribadendo la non violabilità delle Convenzioni internazionali e del diritto del mare».

UNO SCHIAFFO ALLA LINEA SALVINIANA

Per Salvini si tratta di uno schiaffo. Il titolare del Viminale, in mattinata, era tornato a insistere sulla linea della fermezza: «Il presidente Conte mi ha scritto per lo sbarco di alcuni centinaia di migranti a bordo di una nave di una Ong che però è straniera e in acque straniere. Gli risponderò garbatamente. Non si capisce perché debbano sbarcare in Italia». Fonti di Palazzo Chigi hanno fatto sapere che, nella lettera inviata al ministro dell’Interno, il premier chiedeva di «mettere in sicurezza i minori» a bordo della Open Arms, richiamando le leggi che impegnano lo Stato ad assistere le categorie più vulnerabili (minori compresi) e le persone in difficoltà.

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