Tassiamo i ministri che parlano a vanvera

Paolo Madron
25/08/2012

Da Passera a Fornero, i tecnici di Monti preda di una deriva parolaia.

Idea, ideona. Tassiamo i ministri che vanno in giro per convegni e meeting a parlare di cose che non si possono realizzare.  Nel merito, questo scampolo di estate è davvero emblematico e la dice lunga sulla deriva parolaia cui un governo che si definisce tecnico non dovrebbe acconciarsi.
Ha cominciato Mario Monti, anche se a dir la verità nella compagine resta un campione di misura. Il premier, commesso viaggiatore in un Nord Europa  che stenta a riconoscerne le ragioni, ha detto di vedere una luce in fondo al tunnel. Non è vero, ma se ne capiscono le motivazioni.
UNA NAZIONE RASSEGNATA E IN AFFANNO. Non che uno contro ogni evidenza debba promettere il paese dei sogni come era uso fare il suo predecessore, ma un presidente del Consiglio ha il dovere di non lasciarsi andare al pessimismo cosmico. Guida una nazione rassegnata e in grande affanno, che cresce in tutte le variabili che bisognerebbe drasticamente diminuissero (debito e spesa) ma non dove invece dovrebbe, ovvero sul prodotto interno. Però  un barlume di speranza la deve dare, salvo poi sostanziare la speranza con i fatti.

Allo Sviluppo economico il signor di La Palisse

Ma un leader dovrebbe anche sapere che quando apre il solco, prontamente altri gli vanno dietro e non con egual misura e sobrietà. Corrado Passera è andato al raduno di Comunione e liberazione (Cl), e complice la platea esulante, ha fatto un discorso politico mescolando il signor di La Palisse a qualche estemporanea quanto audace previsione. Ha detto che in Italia ci sono troppe tasse, e che grazie all’azione di questo governo la crisi si avvia a consumare i suoi ultimi morsi.
LA CRISI È TUTT’ALTRO CHE FINITA. Sul primo punto bisognerebbe essere molto duri. I cittadini non pagano un politico o un tecnico che dir si voglia perché constati che in Italia si pagano troppe tasse. Lo si paga perché lavori al fine di abbassarle.
Sul secondo, pur comprendendo il cedimento populista con l’occhio che guarda al proprio futuro politico, il ministro dello Sviluppo sa meglio di tutti noi che con i fondamentali ancora  fuori controllo (debito, spesa, tassi di interesse) la crisi è tutt’altro che finita.
CRESCITA IMPOSSIBILE SENZA RISORSE. Un’ ultima notazione su Passera. La sua agenda per la crescita è un lodevole sforzo di mettere in opera uno straccio di provvedimenti per rianimare il corpo morto dell’economia, ma se non c’è un quattrino da spendere converrà che risulta velleitaria ogni ambizione di crescita.
E infatti l’ex banchiere deve fare i conti con un ministro dell’Economia che frena a piè sospinto. Vittorio Grilli, per lungo tempo collaboratore di Giulio Tremonti, si comporta esattamente come il professore di Sondrio quando gettava acqua gelata su ogni afflato liberal-keynesiano di Silvio Berlusconi.

Una iattura in tailleur

Last but not least il caso più grave, quello del ministro Elsa Fornero. Se fossimo il premier, emaneremmo un ordine di servizio per imporle il silenzio. Ogni volta che apre bocca la signora fa danni incalcolabili, e non bastasse li consuma con un’arroganza degna di miglior causa.
Tornata dalle vacanze, neanche il tempo di riambientarsi, si è arrogata il merito di aver salvato l’Italia. Subito dopo si è unita al coro di quanti hanno scoperto che in Italia la mano del fisco è pesante e finanche vessatoria.  Poi ha parlato di agevolazioni per imprese che investono sul capitale umano, definizione ai limiti del lirismo accademico che nella pratica non vale nulla.
IMPLICITE DICHIARAZIONI DI FALLIMENTO. Insomma, una vera iattura che rende ancora più antipatico un governo che, visti gli obiettivi del suo mandato, simpatico certo non poteva essere.
Siccome raccontare  di convegno in convegno (ora lo stesso copione di Rimini verrà replicato al forum di Cernobbio) quel che si potrebbe fare ma non si può è una implicita dichiarazione di fallimento,  Monti e i suoi spendano i mesi che restano al compimento del mandato nel più rigoroso silenzio. Chissà che, se il profluvio di parole ha prodotto sin qui solo altre parole, arginare la  logorrea lavorando a testa bassa sui vari dossier non produca qualche atto concreto.