Il ministero dei Trasporti dice che i numeri della stampa sulla Tav sono falsi

Il ministero dei Trasporti dice che i numeri della stampa sulla Tav sono falsi

16 Febbraio 2019 12.19
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La polemica sulla Tav, l'Alta velocità Torino Lione, coninua. Il 16 febbraio è stato il ministero dei Trasporti a replicare alla tabella pubblicata da alcuni quotidiani su costi e benefici della grande opera. «Nei giorni scorsi la grande stampa pro-Tav ha sparacchiato numeri a casaccio, dai 3-400 milioni fino addirittura a 2,4 miliardi di presunti benefici del progetto, collegandoli, in alcuni casi, all'appunto inviato dal professor Pierluigi Coppola a chiosa della analisi costi benefici redatta dal gruppo del professor Marco Ponti», è scritto nella nota dai toni inusuali del Ministero. «Ebbene, quei numeri rappresentano una grossolana patacca, un falso clamoroso. Si tratta di una tabella di cui nemmeno Coppola risulta autore e che peraltro non è mai pervenuta al Mit», prosegue il comunicato citando Pierluigi Coppola, il professore "dissidente" che non ha firmato la relazione della commissione ministeriale. Secondo il governo quanto accaduto «è un grave inquinamento del dibattito».

QUEI NUMERI PER IL MINISTERO SONO UN "PACCO" IN PIENA REGOLA

Il ministero ha accusato apertamente i quotidiani di non aver verificato i dati: «Se per una volta i giornali si fossero presi la briga di fare un minimo di verifica, si sarebbero resi conto di avere tra le mani un pacco in piena regola. Basti considerare che questa nota riporta un costo di ripristino dello stato dei luoghi gonfiato persino rispetto alle stime di Telt». E ancora la nota spiega che il Ministero «cercherà di accertare l'origine di questa polpetta avvelenata che ha generato, al di là delle legittime posizioni scientifiche e politiche, un grave inquinamento del dibattito sul Tav, spingendo la grande stampa a strumentalizzare e a propalare una serie di fake news che meriterebbero una qualche attenzione da parte dell'Ordine dei giornalisti».

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