Redazione

Imprese e famiglie pronte per il primo tax day dell'anno

Imprese e famiglie pronte per il primo tax day dell’anno

Sono 32,6 i miliardi di euro complessivi che gli italiani si apprestano a versare nelle casse dell’Erario. Ma gli imprenditori sono sempre più in difficoltà a causa della forte pressione fiscale.

15 Giugno 2019 10.29

Like me!

Si annuncia un 17 giugno di passione per famiglie e imprese italiane. Lunedì, infatti, è in calendario il primo tax day dell’anno. Gli italiani sono infatti chiamati a versare all’Erario una cifra complessiva intorno ai 32,6 miliardi di euro. La stima è stata compiuta dalla Cgia di Mestre.

IL CALCOLO SUL TAX DAY DEL 17 GIUGNO

Secondo il calcolo dell’Ufficio studi dell’associazione artigiani gli imprenditori devono pagare al Fisco le ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori (12 miliardi), mentre famiglie e imprese sono chiamate a versare l’Imu/Tasi in capo alle seconde-terze case e agli immobili strumentali (9,9 miliardi). A questo si deve aggiungere il versamento dell’Iva allo Stato (altri 9,8 miliardi) da parte di industriali, commercianti, artigiani e lavoratori autonomi, a cui si aggiunge anche le ritenute Irpef trattenute sui compensi dei lavoratori autonomi (935 milioni).

LA MAPPA DELLA SITUAZIONE IN ITALIA

«Entro lunedì non saranno pochi gli imprenditori che avranno difficoltà a recuperare le risorse economiche per onorare gli impegni fiscali. Oltre alla congiuntura difficile, le banche continuano a erogare il credito con il contagocce», ha spiegato Cgia. Che ha spiegato come «i prestiti bancari alle imprese di piccola dimensione (meno di 20 addetti) sono infatti in costante calo dal 2012, contrazione che secondo la Banca d’Italia solo in parte è ascrivibile a una diminuzione della domanda di credito o a fattori di rischio». Solo nel mese di marzo, ad esempio, «l’erogazione a queste piccole realtà produttive è scesa, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, del 2,3%.

LA CRESCENTE PRESSIONE FISCALE SU INDUSTRIE E FAMIGLIE

Parole a cui fanno eco quelle del coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo. «Oltre ad avere una pressione fiscale tra le più elevate d’Europa in Italia è estremamente difficile anche pagare le tasse. La complessità e la farraginosità del nostro sistema tributario spesso mette in seria difficoltà perfino gli addetti ai lavori come i commercialisti, le associazioni di categoria o i Caf». Il segretario della Cgia, Renato Mason ha invece sottolineato come «con una tassazione inferiore e più semplice anche l’Amministrazione finanziaria potrebbe lavorare meglio ed essere più efficace. La selva di leggi, decreti e circolari esplicative presenti nel nostro ordinamento tributario, invece, complica la vita a tutti, relegandoci tra il gruppo di paesi meno attrattivi per gli investitori stranieri anche per questo motivo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *