Teatro di Roma, dov’era Gualtieri durante il blitz della destra sulla nomina di De Fusco?

Paolo Madron
22/01/2024

I 400 COLPI. Il sindaco, che avrebbe accolto a braccia aperte Onofrio Cutaia dal Maggio Fiorentino, ora annuncia battaglia. Il dubbio è che non si sia accorto della manovra in corso o, peggio, che sia finito infilzato come un tordo. Ma siamo sicuri che i nuovi padroni possano gestire la Fondazione escludendo il Comune che la finanzia?

Teatro di Roma, dov’era Gualtieri durante il blitz della destra sulla nomina di De Fusco?

Che pasticcio, che confusione. Quello che sta succedendo al Teatro di Roma darebbe gustosi spunti per una pièce su cultura e potere, più precisamente sullo spoils system che la destra al governo sta inesorabilmente attuando, con una determinazione che, forse, sarebbe degna di miglior causa. Ma per capire le proteste scatenate dalla nomina di Luca De Fusco (per i nemici amabilmente soprannominato De Fiasco) a direttore dello scalcagnato e di conseguenza fin qui commissariato ente capitolino bisogna fare un passo indietro.

Teatro di Roma, dov’era Gualtieri durante il blitz della destra sulla nomina di De Fusco?
Luca De Fusco (Ansa).

Tutto parte dalla spintanea uscita dalla Rai dell’ad Fuortes dirottato prima al San Carlo e poi al Maggio fiorentino

Tutto parte della spintanea uscita dalla Rai dell’amministratore delegato Carlo Fuortes, voluto dal governo Draghi ma per nulla in sintonia con nuovo corso meloniano, per quanto l’ex sovrintendente dell’Opera di Roma abbia cercato di compiacerne i desiderata. In cambio della sua rinuncia che spalancava le porte di viale Mazzini all’arrivo di tele-Meloni, il manager aveva chiesto di andare a dirigere La Scala. Ma il fuoco di fila dei maggiorenti del teatro, ovvero il sindaco Sala e molti degli sponsor, lo ha costretto a dirottare sul San Carlo di Napoli. Con tanto di leggina ad hoc per costringere l’attuale sovrintendente, Stéphane Lissner, a levare le tende. Solo che il francese non ci sta, lo vive come un intollerabile sopruso. E il tribunale cui si rivolge per tutelare i suoi diritti gli dà ragione. Così che l’inner circle della premier e il ministero della Cultura si interrogano smarriti: e ora Fuortes dove lo mettiamo? Ideona. Lo mandiamo al Maggio fiorentino, che tra parentesi l’ex ad della Rai aveva inizialmente rifiutato non ritenendo l’incarico all’altezza delle sue ambizioni, e così si rimedia.

Teatro di Roma, dov’era Gualtieri durante il blitz della destra sulla nomina di De Fusco?
Onofrio Cutaia, sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino (Imagoeconomica).

Le mire di Cutaia e il blitz della destra per nominare De Fusco

Peccato che Onofrio Cutaia, commissario straordinario a Firenze dopo la discussa gestione Alexander Pereira finita con un’accusa di peculato, nulla ne sappia. E infatti si incazza non poco, e per tutta risposta presenta domanda per la direzione del Teatro di Roma, dove il sindaco Roberto Gualtieri (il Comune è il principale finanziatore del teatro) lo accoglierebbe a braccia aperte. Di qui il blitz che nottetempo ha portato il cda a riunirsi e nominare de De Fusco, il tutto in assenza del presidente della Fondazione e della consigliera di nomina comunale (ma dov’erano, a judo?) e con grande scorno del sindaco, tale da scuoterlo dalla caratteriale mitezza e giurare battaglia al grido di “no pasaran”. A dargli manforte, attori e registi con tanto di lettera in cui denunciano l’occupazione manu militari delle istituzioni culturali romane fin qui incontrastato dominio della sinistra.  Nel frattempo, i pompieri sono già all’opera: Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura in disgrazia, invita De Fusco a cercare il consenso di tutti. Mentre il vicepresidente della Fondazione, Danilo Del Gaizo, nonché capo del corporate affairs del colosso delle reti elettriche Terna (indiscusso feudo meloniano) dice all’Ansa che la nomina del nuovo direttore è avvenuta nel più assoluto rispetto della procedura.

Teatro di Roma, dov’era Gualtieri durante il blitz della destra sulla nomina di De Fusco?
Danilo Del Gaizo, dirigente di Terna (Imagoeconomica).

Gualtieri non si è accorto delle manovre o si è fatto fregare?

Due domandine, a fronte di una pochade che si preannuncia lunga: ma il sindaco e i suoi non si erano accorti che la destra meditava il blitz? Se sì, allora si sono fatti trovare impreparati. Se no (che sarebbe la cosa peggiore), si sono fatti infilzare come tordi. Una domanda invece ai nuovi padroni del teatro: siamo sicuri che si possa estromettere il Comune dalla governance di una Fondazione di cui peraltro si fa finanziariamente carico? La risposta, forse, nelle prossime puntate.