La cantante drag queen Tekemaya derisa da alcuni calciatori: «Mi hanno umiliata e tolto la parrucca»

Giuseppe Fontana
06/12/2023

L'artista è famosa per aver partecipato a The Voice of Italy nel 2018. Durante una festa in un locale in Salento, i giocatori presenti della Polisportiva Martius le hanno lanciato contro del ghiaccio, deridendola e vessandola. Lei ha denunciato tutto sui social. Immediata la presa di posizione del club.

La cantante drag queen Tekemaya derisa da alcuni calciatori: «Mi hanno umiliata e tolto la parrucca»

La cantante drag queen Tekemaya ha denunciato sui social di essere stata vessata da un gruppo di calciatori di una squadra di Martano, in Salento, durante una festa. Su Facebook l’artista salentina, famosa per aver partecipato anche a The Voice of Italy nel 2018, ha raccontato la vicenda. Immediata la replica del club, la Polisportiva Martius, che ha preso le distanze e condannato quanto successo, esprimendo la propria solidarietà a Tekemaya. I calciatori, secondo quanto racconta lei stessa, le hanno tolto la parrucca, l’hanno derisa e le hanno lanciato contro del ghiaccio.

Tekemaya su Facebook: «Mi umiliavano e si sentivano forti»

La cantante su Facebook ha scritto: «Da anni faccio questo lavoro e non mi è mai successo di sentirmi umiliata, mai sino a ieri sera. Durante una serata in un noto locale di Martano, un gruppo di ragazzi, o meglio alcuni della squadra di calcio di Martano, la Polisportiva Martius, hanno cominciato a fare i bulli con me. Prima lanciandomi del ghiaccio, e ho rischiato di essere colpita violentemente in un occhio, poi hanno iniziato a prendermi in giro, dopo nuovamente ghiaccio e alla fine per ben due volte mi hanno tolto la parrucca. Loro si divertivano nel farlo e soprattutto ridevano mentre mi umiliavano, si sentivano forti».

La cantante: «Mi ha fatto male l’indifferenza dei tutti» 

Tekemaya ha poi proseguito: «Ciò che mi ha fatto più male è stata l’indifferenza degli altri clienti e anche dei titolari, fatta eccezione per un ragazzo buono che ha iniziato a urlare contro di loro che se la ridevano. Alla mia reazione per difendermi – ho alzato la voce urlando “basta” e chiedendo chi fosse stato – tutti sono rimasti in silenzio, da perfetti codardi. Eppure i calciatori del Martano erano così maschi e spiritosi nel prendermi in giro prima. Mi veniva da piangere e mi son sentita male. Vedere che quest’azione partiva proprio da alcuni sportivi che dovrebbero dare l’esempio non solo in campo ma anche nella vita, perché la partita vera non si gioca in campo, mi ha fatto soffrire e tanto. Provo rabbia e soprattutto tanta tristezza per loro. Prendersela con chi è diverso, con chi è da solo, lo trovo squallido e meschino. Spero che chi segue questa squadra possa richiamarli e farli riflettere perché bisogna essere uomini prima di tutto, lo sport è rispetto».

La risposta del club: «Pronti a prendere provvedimenti»

I vertici della società hanno diramato sui social un breve comunicato di scuse, con cui hanno preso posizione. Si legge: «L’ A.s.d. Polisportiva Martius prende atto di quanto accaduto ieri sera. La Società, non presente al momento dei fatti, in prima battuta prende le distanze da questi comportamenti offensivi e denigratori e sarà pronta a prendere, ove appurata la responsabilità, gli opportuni provvedimenti. La nostra Società ha un codice Etico fondato sui principi umani e sociali, volano del ns meraviglioso gruppo di persone che ogni giorno con sacrificio e abnegazione lavora nel silenzio per il sociale e la comunità. Sin dal primo giorno, lavoriamo quotidianamente con il tema dell’inclusività e ci dispiace essere oggi accusati per comportamenti assolutamente spiacevoli e lesivi verso il prossimo. Purtroppo, è una brutta ed immeritata battuta d’arresto che lede fortemente anche la nostra immagine».