Telecom, ispezione Consob-Gdf a Milano

Telecom, ispezione Consob-Gdf a Milano

13 Novembre 2013 16.18
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Funzionari della Consob, assieme a militari della guardia di finanza, hanno compiuto un’ispezione a Milano nella sede della Telecom il 13 novembre.
Nel mirino alcune delibere adottate dal consiglio di amministrazione della società nella seduta del 7 novembre, tra cui la vendita della quota di Telecom in Argentina, l’ipotesi di emissione a breve di un bond da 1,3 miliardi di euro e le procedure in materia di confidenzialità delle informazioni privilegiate.
La Consob ha anche esaminato le procedure di «tenuta del registro delle persone» che hanno accesso a tali informazioni ‘price sensitive’ in grado di condizionare l’andamento del titolo.
ESPOSTI PRESENTATI DA ASATI. La Commissione si è mossa dopo gli esposti presentati da Asati, l’associazione dei piccoli soci, e le lamentele di Marco Fossati, azionista al 5% attraverso Findim, sentito due volte in audizione dall’authority.
DUBBI SUL PREZZO DI VENDITA. Riguardo alla vendita del 22,7% della partecipata argentina, per la quale Telecom è pronta ad accettare l’unica offerta arrivata, quella per 1 miliardo di dollari del fondo Fintech di David Martinez, già azionista della società sudamericana, i dubbi espressi da Asati a Consob riguardano il prezzo, che non offrirebbe alcun premio rispetto ai valori di Borsa, l’assenza di un’asta competitiva e il conflitto di interessi di Telefonica e di altri parti correlate.
MORGAN STANLEY, COLLOCAMENTO CONTESTATO. Ancora più contestato, è il collocamento realizzato da Morgan Stanley, la notte stessa dell’annuncio (il 7 novembre) delle obbligazioni obbligatoriamente convertibili in azioni Telecom fra tre anni.
Fossati e gli altri soci di minoranza esclusi dall’operazione, oltre a non ottenere un bond che offre un rendimento interessante, vedranno diluire la quota e non potranno nemmeno cedere l’opzione sul mercato, cosa che avrebbero potuto fare nel caso di un aumento di capitale.
Hanno avuto invece l’opportunità di sottoscrivere il bond, rispettivamente per 103 e 200 milioni, Telefonica e il fondo estero BlackRock. E anche su questo punto gli uomini di Giuseppe Vegas vogliono vederci chiaro.
BLITZ ANCHE A ROMA. Una analoga operazione è avvenuta anche negli uffici romani della società, dove gli ispettori si sono presentati contestualmente ai loro colleghi a Milano. La procura di Roma ha aperto a ottobre un fascicolo, senza ipotesi di reato, sul caso Telecom. L’attenzione qui è concentrata sulla vendita di azioni della società Telco (controllante Telecom) alla spagnola Telefonica.
TELECOM: «SEMPRE RISPETTATO LE LEGGI». L’azienda ha voluto sottolineare di aver «sempre operato nel rispetto delle leggi e delle norme che regolano il mercato finanziario» e ha assicurato «la massima collaborazione alle autorità».
Il materiale raccolto (l’ispezione potrebbe durare pochi giorni o alcune settimane) deve essere analizzato e prima del 2014 la Consob non riuscirà a tirare le somme.
Solo a quel punto la Commissione può valutare se avviare un iter sanzionatorio o segnalare quanto emerso ai magistrati.

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