Lunga telefonata tra Benjamin Netanyahu e Vladimir Putin

Ginevra Abeti
10/12/2023

Nel colloquio durato 50 minuti il premier israeliano ha «criticato con forza la pericolosa cooperazione tra Russia e Iran», e la posizione di Mosca contro l'offensiva di Tel Aviv a Gaza nell'ambito della guerra contro Hamas.

Lunga telefonata tra Benjamin Netanyahu e Vladimir Putin

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, domenica 10 dicembre ha avuto una lunga conversazione telefonica con il presidente russo Vladimir Putin. Lo ha riferito un portavoce del premier israeliano citato dal Times of Israel. La telefonata, durata 50 minuti, è il secondo colloquio tra i due leader dal 7 ottobre, ed è arriva in un momento di tensione tra Israele e la Russia a causa della sua ferma posizione anti-israeliana nell’ambito della guerra contro Hamas.

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Netanyahu ha criticato la posizione della Russia contro l’offensiva di Tel Aviv a Gaza

Durante il colloquio Netanyahu ha espresso la sua insoddisfazione a Putin per le diverse dichiarazioni contro la guerra a Gaza fatte dai funzionari di Mosca alle Nazioni Unite e in altri forum. Il premier israeliano sostiene che qualsiasi altro Paese avrebbe «reagito con la stessa forza» con cui ha reagito Israele. Inoltre, il premier ha espresso «una critica risoluta alla cooperazione tra Russia e Iran». Netanyahu ha anche espresso apprezzamento per gli sforzi russi che hanno spinto Hamas a liberare un uomo russo-israeliano tenuto in ostaggio a Gaza.

Lavrov: «Il 7 ottobre non giustifica punizione collettiva del popolo palestinese»

Nello stesso giorno del colloquio tra i due leader, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, partecipando via web al Forum di Doha, è tornato ad attaccare la risposta di Israele all’attentato del 7 ottobre: «Non è accettabile utilizzare quell’evento», ha detto, «per giustificare una punizione collettiva del popolo palestinese». Secondo Lavrov, ci dovrebbe essere una presenza di forze internazionali, sul campo, a Gaza: «Abbiamo detto a Israele, da anni, che il fattore più pericoloso per la stabilità del Medio Oriente è l’irrisolta questione palestinese».