Tempesta in California, tre morti e 38 milioni di persone in stato di emergenza

Redazione
06/02/2024

A causa di una grave alluvione circa 34 mila abitanti sono stati evacuati dalle loro abitazioni, e quasi 356 mila case sono senza elettricità in tutto lo Stato, con la maggior parte dei blackout concentrati nelle aree costiere.

Tempesta in California, tre morti e 38 milioni di persone in stato di emergenza

Tra domenica e lunedì una tempesta alluvionale ha causato ingenti danni in tutta la California, colpendo lo Stato con una quantità di pioggia da record. Frane di fango e venti violenti hanno causato la morte di almeno tre persone a causa della caduta di alberi. Quasi 38 milioni di persone – di cui 10 milioni vivono nell’area di Los Angeles – sono in stato di allerta inondazioni. Già 34 mila persone sono state evacuate dalle loro abitazioni, e quasi 356 mila case si sono ritrovate senza elettricità in tutto lo Stato, con la maggior parte dei blackout concentrati nelle aree costiere.

Tempesta in California, tre morti e 38 milioni di persone in stato di emergenza
Beverly Hills, nella contea di Los Angeles (Getty Images).

A Los Angeles caduta in 24 ore tre volte la quantità di pioggia che cade in media nel mese di febbraio

Il governatore della California, Gavin Newsom, ha dichiarato lo stato di emergenza per otto contee del Sud: Los Angeles, Orange, Riverside, San Bernardino, San Diego, San Luis Obispo, Santa Barbara e Ventura. Il National Weather Service ha avvertito che le condizioni più pericolose della tempesta dovrebbero essere superate e che la pioggia intensa continuerà a colpire la regione fino a martedì 6 febbraio. Come scrive il Guardian, la tempesta ha prodotto una quantità record di pioggia, con un totale di oltre 25 cm in 24 ore in alcune aree di Los Angeles. L’Università della California, a Los Angeles, situata nella parte ovest della città, ha registrato più di 29 cm – più di tre volte la quantità media caduta nell’intero mese di febbraio. Lo ha riferito lo scienziato del clima dell’Ucla, Chad Thackeray.