Tensione in Libano per Ahmadinejad

Redazione
12/10/2010

Di Federica Zoja Il 12 ottobre, alla vigilia della visita ufficiale del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad in Libano, dal 13...

Tensione in Libano per Ahmadinejad

Di Federica Zoja

Il 12 ottobre, alla vigilia della visita ufficiale del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad in Libano, dal 13 al 15 ottobre, le polemiche hanno arroventato la scena politica libanese. Alla diffidenza di alcune fazioni filoccidentali, che hanno interpretato la tre giorni come l’ennesimo segnale dell’ingerenza iraniana nella politica nazionale, si sono contrapposte le dichiarazioni entusiastiche dei dirigenti di Hizbullah, il “partito di Dio”, movimento politico sciita vicino a Teheran.
L’emittente televisiva di Hizbullah, Al Manar, Il faro, ha invitato la popolazione del Paese dei cedri ad accogliere con calore Ahmadinejad, al primo viaggio in Libano dalla sua elezione, nel 2006.
Di tutt’altro genere la lettera con cui alcuni politici ed esponenti della società civile libanese hanno rivolto un appello ad Ahmadinejad, chiedendogli di interrompere le ingerenze nella politica libanese.
«C’è un gruppo in Libano che trae potere da voi e lo ha esercitato su un altro gruppo e sullo Stato» è scritto nella missiva, firmata da 250 persone fra politici filoccidentali, giornalisti, medici, intellettuali. E ancora: «Il vostro sostegno allo Stato (libanese, ndr) è negato dal vostro sostegno parallelo finanziario e militare a un partito del Libano», un chiaro riferimento a Hizbullah.

Le polemiche innescate da stampa ed estremisti

Ad aumentare la tensione ha contribuito nelle settimane precedenti la visita un articolo pubblicato dal quotidiano libanese in lingua francese L’Orient le jour, in cui si annunciava che Ahmadinejad avrebbe gettato pietre verso Israele dal Sud del Libano. Un gesto simbolico per ribadire un concetto espresso più volte dal leader della Repubblica islamica: la necessità di cancellare Israele.
Le indiscrezioni sono state però smentite dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano. L’ambasciatore iraniano a Beirut, Ghazanfar Roknabadi, ha ricordato però che l’obiettivo della visita del presidente è di «dare supporto all’unità dei libanesi e alla resistenza contro Israele». In poche parole, al partito “paladino” della resistenza anti-israeliana, Hizbullah.
Nelle ore precedenti la visita presidenziale, la formazione armata sunnita Brigate Abdullah Azzam, vicina alla rete terroristica Al Qa’ida, ha minacciato di morte Mahmoud Ahmadinejad. Vistose croci rosse sono apparse sui manifesti con la foto del presidente iraniano nella città libanese di Tripoli.

Gli incontri politici

Nell’agenda del presidente Ahmadinejad sono stati previsti colloqui con il presidente libanese Michel Suleiman, il premier Saad Hariri e il numero uno del Parlamento Nabih Berri. Fra gli argomenti di discussione la fornitura di armi all’esercito libanese, come suggerito, nelle settimane precedenti la visita, da Hassan Nasrallah, leader di Hizbullah.
Sul piano economico-commerciale sono previsti accordi per un valore totale di 450 milioni di dollari, fra cui quello per la costruzione di una raffineria di petrolio in Libano e un altro per la fornitura di gas naturale a al Paese dei cedri.

Rafforzate le misure di sicurezza

Sono stati i servizi segreti iraniani a occuparsi di rafforzare le misure di sicurezza a Beirut e nel Sud del Libano, roccaforte di Hizbullah al confine con Israele.
Lo stesso ha fatto l’esercito israeliano in Alta Galilea, per prevenire episodi di violenza durante la discussa visita. In allerta anche la Casa bianca: l’ambasciata americana nella capitale libanese ha invitato i cittadini statunitensi a prestare attenzione alla propria sicurezza. Dubbi su eventuali ripercussioni sulla stabilità della regione sono stati espressi anche da Bashar Al Assad, presidente della Siria, che ha suggerito ad Ahmadinejad di posticipare il proprio viaggio.