Il team building a cinque stelle di Terna e i veri motivi della trasferta romana di Elkann: le pillole del giorno

Luca Di Carmine
12/02/2024

L'ad Giuseppina Di Foggia tiene molto all'affiatamento dei suoi top manager e così ogni tre mesi li trasferisce nel lussuoso e richiestissimo Grand hotel palazzo della Fonte. Il presidente Stellantis ha incontrato Mattarella ma in qualità di presidente del Csm e pure il comandante generale dei Carabinieri. Un caso? Porro scatenato su Milei.

Il team building a cinque stelle di Terna e i veri motivi della trasferta romana di Elkann: le pillole del giorno

In Terna la nuova ad Giuseppina Di Foggia tiene molto all’affiatamento della sua prima linea. Così, ogni tre mesi, trasferisce i top manager del colosso delle reti elettriche, una ventina di persone, al lussuoso richiestissimo Grand hotel palazzo della Fonte di Fiuggi (se trovate una stanza a meno di 500 euro consideratevi fortunati) per fare team building. Si parla di piani e strategie, magari intervallando le riunioni con qualche percorso benessere, perché mens sana in corpore sano. E lì poi ci sono gli stabilimenti termali tra i più famosi d’Italia, la cui acqua da oltre mezzo secolo è celebrata dalla pubblicità come elisir di eterna giovinezza.

I veri motivi della trasferta romana di John Elkann

Col senno di poi la visita romana di John Elkann ha assunto un altro significato. Altro che le macchinine da produrre nella penisola, i più cattivi danno una lettura molto più astuta della trasferta dell’indagato nella storiaccia dell’eredità agnellesca. Per esempio, dicono che abbia incontrati Sergio Mattarella non solo nelle vesti di presidente della Repubblica ma in quelle di presidente del Csm (paura dei magistrati?). Non a caso l’incontro ha preceduto quello con il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Teo Luzi. «Ci mancava solo un faccia a faccia con il ministro della Giustizia Carlo Nordio e con il capo del Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria», afferma chi non ama la dinastia Agnelli.

Il team bulding di Terna e i veri motivi della trasferta romana di Elkann: le pillole del giorno
John Elkann (Ansa).

E allora L’Economist?

Chiacchiere in zona largo Fochetti, a Roma, tra i “sudditi” del gruppo Gedi: «Tutta questa polemica sul trattamento riservato alle magagne di John Elkann, che sarebbe stato favorito da Repubblica e La Stampa mettendo la sordina alle indagini su di lui, ma basta. Pensassero invece che la famiglia possiede anche L’Economist”. Ecco, appunto…

Porro rivendica di aver portato a Meloni l’argentino Milei (e Musk)

Nella sua quotidiana Zuppa di Porro, il giornalista Mediaset (e del Giornale) Nicola Porro, tra un «vaffa» e un «porca puttana» si toglie qualche sassolino dalla scarpa griffata, dopo aver contestato i «giornaloni» che «hanno messo il silenziatore» per non dire che a Quarta Repubblica lunedì sera ci sarà il presidente della Repubblica Argentina Javier Milei. A questo scoop «ci ho lavorato da un po’ perché scrissi la prefazione a un libro del suo mitico economista Huerta de Soto che i cazzoni delle università italiane non sanno neanche chi sia. Questo è un economista di scuola austriaca che è diventato anche consigliere di Milei, quando Milei è diventato presidente gli ho detto “Huerta de Soto, mi porti Milei in Italia?”. E lui mi dice “Afuera!”. E sostanzialmente stasera ce l’ho in trasmissione. Il capo di Stato di un Paese, che è per tre quarti italiano» . Perché Porro ha detto questo? «Prima che qualche sito mi spieghi che è la Meloni che me lo ha presentato: no, non è la Meloni che me lo ha presentato, come non è la Meloni che mi ha presentato Musk, ma il contrario».

Roma vuota, tutti a Fiumicino per AdR

Mattinata di lunedì, Roma è deserta. Come mai? Tutti a Fiumicino per i 50 anni di AdR. Già, perché Aeroporti di Roma ha festeggiato il suo mezzo secolo di vita: la società del gruppo Mundys che gestisce e sviluppa gli scali di Fiumicino e Ciampino celebra il suo anniversario con l’evento Together, beyond flying al Terminal 3 dell’aeroporto internazionale intitolato a Leonardo da Vinci. Qualche nome degli invitati? Paolo Zangrillo ministro per la Pubblica amministrazione, Matteo Piantedosi ministro dell’Interno, Vincenzo Nunziata presidente Aeroporti di Roma, Giampiero Massolo presidente Mundys, Marco Troncone amministratore delegato Aeroporti di Roma, Alessandra Bruni presidente Enav, Antonino Turicchi presidente Ita Airways, Pierluigi Di Palma presidente Enac, il cardinale Gianfranco Ravasi, Claudio Barbaro sottosegretario ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Mario Baccini sindaco del comune di Fiumicino, Emanuela Colella sindaco del Comune di Ciampino, Alessandro Onorato, assessore ai Grandi eventi, sport, turismo e moda di Roma capitale, Roberta Angelilli vicepresidente regione Lazio, Antonio Aurigemma presidente Consiglio regionale Lazio. I più prodighi di dichiarazioni con i giornalisti? Zangrillo, ovviamente. Seguito da Baccini, già politico democristiano di lungo corso, e poi Aurigemma. Memorabili le frasi offerte da Zangrillo a proposito dell’aeroporto: «Non è soltanto il posto degli arrivi e delle partenze, ma rappresenta un vero e proprio hub di innovazione capace di mettere in connessione la ricerca, l’arte e la musica. Dove è possibile incontrarsi per lavoro, scambiarsi idee e progetti. In questo modo viene offerta una spinta notevole al tessuto produttivo della Capitale d’Italia essenziale per le sfide che si pongono davanti alla città come il Giubileo». Evviva!