Terremoto a Ischia, la procura di Napoli valuta l’inchiesta per disastro

Redazione
23/08/2017

La procura di Napoli sta valutando l'ipotesi di aprire un'inchiesta contro ignoti per disastro colposo e omicidio colposo plurimo in...

Terremoto a Ischia, la procura di Napoli valuta l’inchiesta per disastro

La procura di Napoli sta valutando l'ipotesi di aprire un'inchiesta contro ignoti per disastro colposo e omicidio colposo plurimo in seguito ai danni provocati dal terremoto avvenuto sull'isola di Ischia. «Sono nel quadro ordinario delle valutazioni possibili in questo momento», ha dichiarato Giovanni Melillo, capo della procura partenopea.

MELILLO: «QUADRO COMPLESSO». Melillo ha poi specificato che si tratta di un «quadro complesso e bisognoso di approfondimenti». Sul possibile legame tra il fenomeno dell'abusivismo edilizio e il crollo di alcuni edifici sull'isola, ha dichiarato: «Non sfuggono i costi sociali, che anche in queste occasioni si rivelano, di fenomeni gravi come quello dell'edilizia illegale e dell'abusivismo edilizio, un fenomeno che in Campania ha dimensioni straordinariamente gravi e come tale va affrontato».

SINDACO DI ISCHIA: «NON SIAMO ABUSIVI». Ma dall'isola si alza un coro contro l'abusivismo. «La nostra non è una collettività di abusivi. Ora basta» ha detto il sindaco di Ischia (Napoli), Enzo Ferrandino che si è appellato alla stampa: «Dite come realmente stanno le cose». «L'Isola d'Ischia non è un'isola terremotata, una diversa rappresentazione della vicenda sta arrecando più danni del terremoto».

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Ma esiste un rapporto di causa-effetto tra l'abusivismo edilizio e i crolli? Ci sono stati casi di inosservanza delle norme antisismiche? Oppure, come sostengono gli amministratori locali, i cedimenti delle strutture hanno riguardato esclusivamente case antiche, edificate con materiale friabile, non in grado di reggere a una scossa pur di non rilevante entità? Sono gli interrogativi ai quali gli inquirenti cercheranno di dare una risposta per individuare eventuali responsabilità.

RICOGNIZIONE A CASAMICCIOLA. Il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e il sostituto Michele Caroppoli si sono recati sull'isola di Ischia per una ricognizione nei luoghi maggiormente colpiti dal sisma, in particolare a Casamicciola, dove sono morte due donne e si sono registrati i danni maggiori. I magistrati sono in contatto con polizia e carabinieri, con la Protezione civile e i vigili del fuoco. Gli esperti dovranno accertare se i crolli siano stati determinati dalla scadente qualità del materiale di costruzione o da opere abusive e altre cause.

NOMINATI DUE CONSULENTI TECNICI. Borrelli e Caroppoli, al termine del sopralluogo, hanno nominato due ingegneri come consulenti tecnici. Ai quali, per il momento, è stato conferito l'incarico di consentire la messa in sicurezza dei luoghi dove si sono verificati i crolli, con modalità tali da poter consentire successivamente gli accertamenti per stabilire le cause. In pratica in questa prima fase i tecnici dovranno coordinare gli interventi per la conservazione dello stato dei luoghi.

LA TESTIMONIANZA DI FRANCESCO. Alcuni abitanti di Casamicciola sono convinti che propri alcuni lavori abusivi siano all'origine di una parte dei crolli. Come Francesco, che abita vicino al palazzo dalle cui macerie sono stati tratti in salvo i tre fratellini Ciro, Mattias e Pasquale: «Hai voglia a dirgli non costruite due, tre, cinque piani, perché qui è tutta zona sismica e un piccolo movimento butta il palazzo a terra. Lo dicevo tutti i giorni», ha raccontato Francesco al Tg2, «al primo piano c'era una cantina antica e hanno costruito sopra. Il palazzo crollando ha buttato pure la casa mia a terra. È un guaio, ho la casa distrutta, la dobbiamo solo abbattere».