Terremoto Centro-Italia, il procuratore di Rieti chiede 12 rinvii a giudizio

Redazione
25/08/2017

«Ci saranno dei rinvii a giudizio». Lapidario, il procuratore capo di Rieti Giuseppe Saieva ha risposto così alle domande di...

Terremoto Centro-Italia, il procuratore di Rieti chiede 12 rinvii a giudizio

«Ci saranno dei rinvii a giudizio». Lapidario, il procuratore capo di Rieti Giuseppe Saieva ha risposto così alle domande di Euronews, dopo aver chiuso le indagini per il crollo della vela campanaria di una chiesa di Accumoli e quella di due palazzine di edilizia popolare di piazza Sagnotti ad Amatrice. Purtroppo, ha fatto notare, «c'è colpa dell'uomo». In particolare le richieste sono «per sette persone per Accumoli e cinque per le palazzine».

«EMERSO L'USO DI MATERIALI SCADENTI». Per il futuro, rileva il procuratore rispetto ad eventuali altre responsabilità, «incrociamo le dita». Il terremoto, ha fatto notare, ha lasciato macerie e dolore, ma anche rabbia e bisogno di verità. Per accertare eventuali illeciti la Procura di Rieti ha quindi già chiuso le indagini per il crollo della della chiesa di Accumoli e dei due edifici ad Amatrice. Saieva ha quindi notato come nei casi citati le responsabilità dell'uomo siano evidenti: «È emerso l'uso di materiali scadenti e tecniche costruttive inadeguate», «costruzioni fatte in violazione di leggi antisismiche e vincoli idrogeologici, che sono quelli che contano al fine della sicurezza».

MOLTE MORTI SI POTEVANO EVITARE. Molti morti si potevano evitare «se l'uomo fin dall'inizio avesse fatto altre scelte in materia di tecniche costruttive, sono quelle che hanno determinato le vittime». A suo giudizio quindi «la colpa dell'uomo c'è, che queste colpe risalgono indietro nel tempo questo è un altro discorso, il comune di Amatrice è stato costruito due, tre secoli fa, dopo il terremoto distruttivo del '700, ma non sono state rispettate regole antisismiche, anche perché la normativa è degli anni Settanta. Non si costruisce male solo per risparmiare e guadagnare di più, c'è anche un problema più generale di sottovalutazione culturale», ha aggiunto il procuratore, secondo cui «non si vogliono solo aumentare i profitti, c'è anche incuria, ed è sempre stata dimostrata ogni volta che le commesse provengono dallo Stato o da altri enti pubblici: il caso lampante è quello delle palazzine costruite ad Amatrice dalla stessa azienda, quelle destinate al pubblico sono crollate, quelle private sono ancora in piedi».

«LA NORMATIVA VA RISPETTATA». «In via giudiziaria cercheremo di accertare le verità», ha concluso, «per il futuro sappiamo che il patrimonio edilizio nazionale è in gran parte stato costruito in tempi anteriori la regolamentazione antisismica, che va però rispettata: le persone spendono di più per le rifiniture, per i pavimenti, per cose superflue, trascurando la struttura portante della casa in cui andranno a vivere e poi, a volte, disgraziatamente, a morire. Le pene ci sono e sono adeguate, quello che serve è un cambio di mentalità».