Terremoto Ischia, vertice in procura per censire i crolli

Redazione
25/08/2017

Un censimento di tutti i crolli avvenuti in seguito al terremoto sull'isola di Ischia verrà eseguito «il più rapidamente possibile»,...

Terremoto Ischia, vertice in procura per censire i crolli

Un censimento di tutti i crolli avvenuti in seguito al terremoto sull'isola di Ischia verrà eseguito «il più rapidamente possibile», per indirizzare l'attività investigativa e stabilire se vi siano responsabilità legate a casi di abusivismo edilizio oppure a lavori di consolidamento antisismico eseguiti male, in strutture che poi hanno ceduto come la scuola "Manzoni" di Casamicciola. È quanto emerge dal vertice che si è tenuto il 25 agosto in procura a Napoli, tra i pubblici ministeri e i carabinieri del Nucleo investigativo.

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  • Dichiarata inagibile la scuola Manzoni da poco ristrutturata

L'inchiesta sulle conseguenze del terremoto, al momento, è aperta contro ignoti con le ipotesi di omicidio plurimo colposo e di crollo colposo. I magistrati titolari dell'inchiesta sono Giuseppe Borrelli, Michele Caroppoli e Maria Teresa Orlando, mentre ai i carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli sono stati delegati una serie di accertamenti.

IL BILANCIO DEL SISMA. I carabinieri, accompagnati dai vigili del fuoco, hanno sequestrato numerosi documenti presso l'Ufficio tecnico del Comune di Casamicciola, dove il terremoto ha provocato i danni più gravi. Con un bilancio finale di due morti, 39 feriti, oltre 300 sfollati, case, scuole e chiese chiuse perché non agibili.

TECNICI IN ARRIVO DAL TRENTINO. Gli inquirenti vogliono capire perché i danni di maggiore entità siano tutti avvenuti in un'area limitata del comune di Casamicciola. E a tale proposito non si esclude che possano nominare come consulente tecnico un esperto di geofisica. La Protezione civile del Trentino, intanto, invierà nelle prossime ore sull'isola di Ischia un gruppo di tecnici abilitati, che avranno il compito di rilevare i danni agli edifici lesionati.

IL VESCOVO DI ISCHIA: »L'ABUSIVISMO NON È VERA CAUSA». Intanto, però, il vescovo di Ischia ha detto la sua. Secondo monsignor Pietro Lagnese occorre infatti resistere a «giudizi affrettati e strumentali», secondo i quali Ischia «avrebbe fatto dell'abusivismo edilizio e, più in generale, dell'illegalità, un sistema di vita». Il vescovo, nell'omelia per le due vittime del sisma, ha aggiunto che l'abusivismo «non può essere ritenuto la vera causa dei crolli», che hanno interessato «per la maggior parte edifici di non recente costruzione».