Terremoto L’Aquila, Bertolaso assolto

30 Settembre 2016 16.29
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Il commento dell’avvocato Filippo Dinacci, difensore di Guido Bertolaso, è netto: «Questo processo forse non doveva neppure cominciare, ma in ogni caso è un bene che si sia fatto».
L’ex capo della Protezione civile è stato assolto nel processo Grandi Rischi bis dall’accusa di omicidio colposo plurimo e lesioni, in relazione al sisma che ha distrutto L’Aquila nel 2009. «Perché il fatto non sussiste», ha sentenziato il giudice Giuseppe Grieco, dopo circa quattro ore di camera di consiglio.
Bertolaso lo ha di fatto ringraziato con un post su Facebook, in cui afferma: «Mi inchino davanti ad un magistrato che è riuscito a mantenersi imparziale nonostante le pressioni». La foto che accompagna il post riporta tra virgolette la formula «assoluzione per non aver commesso il fatto», che tuttavia non corrisponde a quella che ha posto fine al procedimento. La sentenza è arrivata a pochi giorni dalla prescrizione, che sarebbe intervenuta il prossimo 6 ottobre e che cancellerà anche gli altri filoni legati alle inchieste sul terremoto.

  • Il post su Facebook di Guido Bertolaso.

 

L’ACCUSA CHIEDEVA TRE ANNI DI RECLUSIONE. L’accusa aveva chiesto una condanna a tre anni di reclusione, la difesa l’assoluzione con formula piena.
Dopo due richieste di archiviazione andate incontro all’opposizione delle parti offese, il procedimento era stato avocato dalla procura generale, che aveva disposto il giudizio contro Bertolaso. Ma secondo il giudice Grieco, l’ex capo della Protezione civile – pur avendo ispirato la riunione della commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009 – non ha commesso alcun reato. E nessun profilo penalmente rilevante è stato individuato nemmeno nella famosa telefonata che Bertolaso ebbe con l’allora assessore alla Protezione civile regionale, Daniela Stati, durante la quale dettò la linea mediatica da tenere rispetto allo sciame sismico pre-terremoto, affermando che la necessità di «rassicurare la gente».
L’UNICO CONDANNATO RESTA DE BERNARDINIS.  L’unico condannato in via definitiva per l’operato della commissione Grandi Rischi resta quindi Bernardo De Bernardinis, ex numero due di Bertolaso. Su sette esperti che facevano parte della commissione stessa, infatti, sei sono stati assolti sia in Appello, sia in Cassazione. Mentre De Bernardinis è stato ritenuto colpevole per aver pubblicamente rassicurato gli aquilani, nel corso di un’intervista televisiva rilasciata dopo la riunione della commissione.
LA DELUSIONE DELLE PARTI CIVILI. La delusione delle parti civili è tutta nel commento dell’avvocato Angelo Colagrande: «Cadono le braccia a chi, da sette anni e mezzo, segue queste cause e ha visto nascondere questo argomento da tutti, da Berlusconi in poi». Colagrande ha contestato il giudice per non aver avuto «il coraggio di dire che sia pure per un giorno, Bertolaso andava condannato».
I FAMILIARI DELLE VITTIME: «SENTENZA GIÀ SCRITTA». Differente nei toni e nella sostanza la reazione di Antonietta Centofanti, portavoce del Comitato familiari delle vittime del crollo della Casa dello studente: «Per com’è andata questa vicenda, dal filone principale della Grandi Rischi a oggi, mi sembra una sentenza già scritta. Restano i morti e resta la vita dei sopravvissuti che è cambiata per sempre. Si accettano le regole della democrazia e questo è». Secondo Centofanti, che nel sisma ha perso il nipote Davide, dopo la fine delle vicende giudiziarie «ognuno risponderà alla propria coscienza, soprattutto Bertolaso, perché credo che un minimo di dubbio rispetto al comportamento che ha avuto sulla vicenda lo debba avere e lo abbia. Ad ogni modo, la città sa bene come sono andate le cose».

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