Terremoto, nuove scosse nel Perugino

03 Settembre 2016 14.55
Like me!

Mentre la Protezione civile sta organizzando la seconda fase
dell’emergenza, e cioè la costruzione di casette in legno
dove i cittadini delle zone colpite dal sisma del 24 agosto
possano passare l’inverno, la terra trema ancora.
Nella notte tra venerdì e sabato, alle 3 e 34, una scossa di
magnitudo 4.3 è stata registrata nel Perugino con ipocentro a 11
chilometri di profondità.
PAURA A NORCIA. Paura a Norcia dove molte
persone sono scese in strada. Al momento non risultano feriti. Il
sindaco Nicola Alemanno ha precisato che vi sarebbero stati dei
piccoli crolli sulle mura antiche della città e in altri punti
già danneggiati dalle precedenti scosse.
In tarda mattinata, invece, un’altra scossa di magnitudo 4.5
è stata avvertita nel Marceratese, tra Pontegallo e Castelmonaco
sul Nera.
RIAPRE IL PONTE DELLA RINASCITA. Intanto, dopo
10 giorni di lavoro da parte del Genio dell’Esercito e dei
volontari della Protezione Civile del Friuli, è stato riaperto
ad Amatrice il ponte Tre Occhi, importante via di collegamento
per il Paese simbolo del terremoto. «Questo ponte si chiamerà
Ponte della Rinascita», ha commentato Sergio Pirozzi, primo
cittadino di Amatrice. «Oggi inizia una nuova vita».

Per le casette servono sette mesi

La Protezione civile e il commissario straordinario Vasco Errani
hanno annunciato una accelerazione sulla chiusura delle tendopoli
che saranno seguite dalle casette mobili.
«Sarà il momento della ricostruzione, un processo da fare
insieme ai sindaci e ai Comuni», ha detto il commissario Vasco
Errani ad Accumoli (Rieti) dopo aver annunciato alla popolazione
le soluzioni alternative in attesa che tra sette mesi ci siano i
moduli abitativi allestiti accanto al paese distrutto dal
sisma.
«Stiamo lavorando per portare la gente fuori dalle tende», ha
aggiunto il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, «e
questo è un primo passo di un’azione corale».
«IL RITORNO NELLA PROPRIA TERRA». «La prima
soluzione dell’emergenza terremoto è stata le tende», ha
ribadito, «ma quella prossima, che si è condivisa, è rimanere
nei territori e tra le soluzioni che consentiranno di rimanere e
tornare nella propria terra sono le casette. Ma servono sette
mesi per realizzarle».
E proseguono anche le indagini.
UNA VENTINA GLI EDIFICI SEQUESTRATI. 
Ammontano a meno di una ventina gli edifici pubblici crollati o
danneggiati dal terremoto il cui sequestro è stato convalidato
dalla procura di Rieti, ad Amatrice e Accumoli soprattutto,
secondo quanto si apprende.
Due invece gli edifici privati ai quali sono stati messi i
sigilli: si tratta di due villette appena fuori la zona rossa del
centro di Amatrice. Nel loro crollo sono morte diverse persone.
Le forze dell’ordine continuano la ricerca dei documenti
necessari alle indagini anche sotto le macerie, con l’ausilio
dei vigili del fuoco.
Il primo esame delle carte ritrovate o acquisite negli Enti
pubblici sarà affidato alla Guardia di Finanza, che ha una
competenza specifica in materia. Prosegue anche la ricerca di
corpi sotto le macerie dell’Hotel Roma di Amatrice: ce ne
potrebbero essere altri due tra i detriti.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *