Terrorismo, l’Isis voleva abbattere un aereo da Sydney ad Abu Dhabi

Redazione
04/08/2017

Abbattere un aereo con centinaia di passeggeri a bordo utilizzando un ignaro kamikaze: non una persona qualsiasi, il fratello di...

Terrorismo, l’Isis voleva abbattere un aereo da Sydney ad Abu Dhabi

Abbattere un aereo con centinaia di passeggeri a bordo utilizzando un ignaro kamikaze: non una persona qualsiasi, il fratello di un terrorista inconsapevole del suo ruolo. È solo l'ultimo capitolo nei deliranti e inquietanti progetti omicidi dell'Isis. Il progetto di strage è andato in scena in Australia: il 15 luglio scorso Khaled Mahmoud Khayat, 39 anni, dopo aver ricevuto istruzioni dall'Isis aveva accompagnato il fratello – l'identità non è stata resa nota – all'aeroporto di Sydney con una valigia.

IGNARO IL FRATELLO DELL'ATTENTATORE. Il fratello dell'uomo non sapeva però che è in realtà una bomba, i cui componenti erano arrivati dalla Turchia con un cargo per poi essere assemblati in loco. Per ragioni ancora non spiegate, Khayat ha deciso di fare marcia indietro. La valigia-bomba non è stata fatta passare ai controlli. Nel mirino, ha rivelato il Daily Mail, quel giorno c'era il volo Etihad Airways EY 451 su un Boeing 777-300ER, con una capacità da 412 passeggeri, diretto ad Abu Dhabi.

ISTRUZIONI PER UN NUOVO ORDIGNO. Alla fine il fratello del terrorista si è imbarcato senza bomba e l'aereo è partito come previsto. Qualche giorno dopo l'episodio, la cellula Isis ha però ricevuto nuove istruzioni dall'estero: assemblare un ordigno artigianale caricato con una sostanza chimica tossica l'acido solfidrico, incolore, in grado di causare incoscienza in pochi minuti. In questo secondo piano non è chiaro se l'obiettivo fosse sempre un aereo o un luogo affollato.

ARRESTATE QUATTRO PERSONE. Si arriva al 29 luglio quando l'antiterrorismo australiano è entrata in azione e scattano diversi blitz. Alla fine sono state arrestate quattro persone: Khaled Mahmoud Khayat, Mahmoud Khayat, 32 anni, un terzo uomo ancora in carcere. Il quarto è stato rilasciato il 28 luglio. In un appartamento è stato poi trovato un 'laboratorio' per assemblare l'ordigno chimico, ma secondo gli inquirenti la cellula era ancora in alto mare e non era riuscita a creare una vera e propria bomba. L'Isis intanto, pur continuando a perdere terreno e uomini incessantemente, prosegue con i suoi proclami e gli appelli: l'ultimo è quello di colpire ambasciate e diplomatici occidentali «per fermare la guerra» in Siria e Iraq.