Allo studio del Viminale l'elenco di 30 terroristi latitanti

Allo studio del Viminale l’elenco di 30 terroristi latitanti

19 Gennaio 2019 09.32
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Trenta terroristi latitanti, 27 sono rossi e tre neri: i loro nomi sono sul tavolo del vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. Lo si apprende da fonti del Viminale. Si tratta dell'elenco aggiornato che Intelligence e forze dell'ordine hanno rielaborato dopo l'arresto di Cesare Battisti. Dei 30, 14 si trovano in Francia. Il governo italiano, su impulso di Salvini, è pronto a passi ufficiali per chiedere collaborazione ai Paesi che stanno ospitando i latitanti. A partire da Parigi. L'obiettivo è assicurare i terroristi alla giustizia italiana. «Se serve, sono pronto a partire per Parigi per incontrare Macron, pur di riportare in Italia questi assassini», ha commentato il ministro dell'Interno.

LO SCONTRO TRA ITALIA E FRANCIA

Il 16 gennaio, Salvini aveva chiesto espressamente ai governi stranieri la restituzione dei latitanti all'Italia. «Se Salvini ha dei fascicoli sui latitanti italiani in Francia ce li dia e saranno esaminati dalla giustizia, caso per caso. Con uno spirito di responsabilità e tenendo sempre a mente quanto sono stati dolorosi per l'Italia gli anni di piombo», aveva risposto la ministra francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau.

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Ad elencare alcuni dei nomi della lista dei latitanti era stato Paolo Grimoldi, deputato leghista e vice presidente della commissione Esteri della Camera, che citando «Giorgio Pietrostefani, Enrico Villimburgo, Sergio Tornaghi, Marina Petrella, Narciso Manenti e tanti altri», aveva puntato il dito proprio contro Parigi: «È inconcepibile che uno Stato Ue come la Francia continui a dare copertura e protezione ad assassini che devono scontare la loro pena in Italia. Dopo le elezioni Europee dovrà essere valutata una modifica della normativa comunitaria in materia di estradizioni».

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Secondo i leghisti sono oltre 50 i terroristi condannati in via definitiva e latitanti in Francia, Nicaragua, Argentina, Cuba, Algeria, Libia, Angola. Tra gli ex brigatisti rossi spiccano per importanza Alessio Casimirri, condannato con sentenza definitiva per il sequestro Moro, latitante secondo le ultime notizie in Nicaragua. Casimirri, indicato come componente del commando che sequestrò Aldo Moro e uccise i cinque uomini di scorta, è stato condannato all'ergastolo. Nella sua latitanza è diventato cittadino nicaraguense e gestisce un ristorante sulla costa.

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In Nicaragua ha trovato rifugio anche Manlio Grillo, ricercato per il rogo di Primavalle, nel quale morirono i fratelli Mattei. È stato latitante anche il suo ex compagno di Potere Operaio Achille Lollo, per la precisione in Brasile, in cui nel 1993 il Tribunale supremo federale ha rigettato la richiesta di estradizione presentata dall'Italia. Per entrambi le condanne a 18 anni di reclusione per i fatti di Primavalle sono cadute in prescrizione.

LO SCONTRO CON LOJACONO RIFUGIATO IN SVIZZERA

Sarebbe in Svizzera invece un altro protagonista della stella a cinque punte sfuggito alla giustizia: Alvaro Lojacono, coinvolto nei fatti di Via Fani, dopo esser passato per vari Paesi (nord-Africa e sud America) ne avrebbe anche acquisito la cittadinanza (con il nome di Alvaro Baragiola). E proprio Lojacono ha dichiarato alla trasmissione televisiva Le Iene: «Salvini lo trovo politicamente allucinante. Paura non me ne fa, non temo possa venire qua». La risposta non si è fatta attendere: «Essere insultato da un assassino terrorista in vacanza in Svizzera per me è una medaglia: rida finché è in tempo, faremo tutto il possibile perché finisca finalmente in galera in Italia», ha commentato il ministro dell'Interno.

LA FRANCIA DELLA DOTTRINA MITTERRAND COME PORTO SICURO

Come è noto il Paese simbolo per i latitanti legati al terrorismo rosso – anche in virtù della protezione giuridica dovuta alla cosiddetta dottrina Mitterrand – è la Francia, che nel corso degli anni ha ospitato vari personaggi. Tra questi Giorgio Pietrostefani, condannato a 22 anni per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi e Enrico Villimburgo, altro brigatista condannato all'ergastolo nel processo Moro-ter; la primula rossa Simonetta Giorgieri e Carla Vendetti, sospettate di contatti con le nuove Brigate Rosse; Sergio Tornaghi, legato alla colonna milanese delle Br 'Walter Alasia', Roberta Cappelli, oggi architetto, della colonna romana.

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ZORZI, IL TERRORISTA NERO CHE HA TROVATO RIFUGIO IN GIAPPONE

Nell'ambito del terrorismo nero uno dei latitanti di punta è stato, fino al novembre 2010, Delfo Zorzi, militante di Ordine Nuovo, condannato in primo grado all' ergastolo per la strage di Piazza Fontana e poi assolto in appello. Nel 1989 Zorzi è diventato cittadino giapponese con il nome di Roi Hagen bloccando così i tentativi di estradizione.

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