Test elettorale? Nein, danke

Redazione
06/12/2010

da Berlino Pierluigi Mennitti Il Wahl-O-Mat è una trovata della Centrale federale per la formazione politica (Bundeszentrale für politische Bildung,...

Test elettorale? Nein, danke

da Berlino
Pierluigi Mennitti

Il Wahl-O-Mat è una trovata della Centrale federale per la formazione politica (Bundeszentrale für politische Bildung, Bpb), una prestigiosa fondazione pubblica tedesca che si propone di diffondere nella società i valori della democrazia, con il quale si cerca di avvicinare i giovani al dibattito politico.
Dal 2002 viene diffuso online alla vigilia di ogni elezione nazionale o regionale. In sostanza è una specie di test con domande che sollecitano l’opinione degli internauti sui principali temi politici, economici e sociali sul tappeto. Alla fine del percorso, l’utente riceve una graduatoria in percentuale sulla vicinanza ai programmi dei partiti politici che si presentano alle elezioni. È un gioco, ma molti giovani lo utilizzano come orientamento per decidere il proprio voto, ammesso che poi lo esprimano per davvero.

Il Magdeburgo censura il servizio

Un’idea che finora ha funzionato, grazie al mezzo accattivante utilizzato, il web, e alla scientificità dei questionari: spesso le domande invitano ad approfondire alcuni temi, uno stimolo a interessarsi di più degli argomenti che riguardano il bene pubblico. Ma il prossimo anno, come ha rivelato il 6 dicembre la Süddeutsche Zeitung, ci sarà un’eccezione.
La sede di Magdeburgo della Bpb ha deciso infatti di non offrire il servizio ai suoi utenti. Motivo: i risultati rischierebbero di spaventare più che aiutare i giovani, nel momento in cui dovesse risultare evidente una loro aderenza alle tesi del partito dell’estrema destra Npd che nella regione, la Sassonia-Anhalt, potrebbe superare la soglia del 5% ed entrare nell’assemblea regionale (leggi l’articolo).
Per legge, tutti i partiti hanno diritto a essere valutati nel giudizio espresso dal Wahl-O-Mat: dunque, giacché l’Npd si presenterà al voto, non è possibile escluderlo dalla lista. L’unica soluzione trovata, dunque, è quella di evitare completamente il test. Niente domande, niente click, nessun rischio di ritrovarsi alla fine intruppati nelle file di un partito che molti considerano una sorta di gruppo neo-nazista.

2011, anno decisivo per la Germania

La decisione ha scatenato, come era inevitabile, ulteriori polemiche. Il 2011 si prospetta come un decisivo anno elettorale per la Germania, Paese federalista per eccellenza dove il voto regionale assume spesso la stessa importanza di quello nazionale.
Si vota in sette dei 16 Länder: a febbraio ad Amburgo, a marzo in Sassonia-Anhalt, Baden-Württemberg e Renania-Palatinato, a maggio a Brema, infine a settembre in Meclemburgo e a Berlino.
In nessuna delle altre regioni il popolare test via internet è stato annullato. Peter Malzkorn, responsabile della sede di Mainz della Bpb, ha detto alla Süddeutsche: «Se l’Npd verrà ammesso alle elezioni in Renania Palatinato, entrerà purtroppo automaticamente nella lista considerata dal nostro Wahl-O-Mat».
In Baden-Württemberg, il sistema studiato dagli esperti prevede la possibilità di escludere autonomamente dalla griglia i partiti sgraditi fin dall’inizio del test. A Brema i responsabili della Bpb decideranno nei prossimi giorni. In nome del federalismo, anche le varie sezioni regionali della Centrale per la formazione politica prendono decisioni autonome, senza che la direzione centrale possa interferire nelle singole scelte.

Le “armi” della democrazia

Ma le polemiche investono un’altra questione, che poi è sempre la stessa quando si ha a che fare con partiti estremisti: è giusto operare una forma di censura nei confronti di un partito, per quando sgradevole, comunque ammesso al voto?
La decisione presa dal consiglio della Bpb di Magdeburgo è giunta dopo un vivace dibattito, nel quale molti membri hanno sollevato dubbi su questa opzione. La maggioranza, però, è rimasta ferma nella convinzione che una istituzione come la Bpb non possa venir meno alla missione affidatale di rafforzare i valori della democrazia.
E giacché i programmi elettorali dell’Npd includono tesi razziste e xenofobe che confliggono con i valori democratici, allora non è il caso di dar loro spazio attraverso un test il cui scopo è fondamentalmente pedagogico. Poiché non è possibile estromettere l’Npd dal test, l’unica soluzione è quella di estromettere l’intero programma. Intolleranti con gli intolleranti, si potrebbe dire: un’eccezione che dovrebbe testimoniare il fatto che le democrazie non si difendono a mani nude.