Test di Medicina, il Tar del Lazio annulla i nuovi criteri del Miur

Redazione
18/01/2024

Eliminati i provvedimenti che hanno disciplinato le prove per l'anno 2023-2024. Il tribunale ha valutato che l'estrazione a sorte dei quiz con difficoltà diverse creava uno squilibrio non controllabile dai candidati. Il ministero dell'Università ha rinviato le verifiche previste a febbraio.

Test di Medicina, il Tar del Lazio annulla i nuovi criteri del Miur

Il Tar per il Lazio ha annullato, con la sentenza numero 863, i provvedimenti che hanno disciplinato le prove di ammissione alla Facoltà di Medicina per l’anno accademico 2023-2024, salvaguardando le posizioni di chi ha superato le prove e si è iscritto ai corsi. Il Tar ha così bocciato i nuovi criteri del test di Medicina voluti dal ministero dell’Università del governo Meloni, che tra le altre novità introducevano l’estrazione a sorte dei quiz secondo differenti coefficienti di difficoltà. Una modalità valutata dal Tar come disomogenea, di fatto in grado di creare uno squilibrio non controllabile dai candidati che incide sulla classifica finale. Secondo il tribunale amministrativo i quiz a sorte hanno introdotto un «vizio di fondo» che non è stato compensato dal previsto coefficiente di equalizzazione.

Gli studenti protestano per il blocco delle graduatorie

A rivolgersi al tribunale amministrativo erano stati circa 3500 esclusi, secondo i quali era sbagliato, o meglio irregolare, il criterio di valutazione adottato. Il ministero dell’Università nel frattempo ha rinviato i test previsti a febbraio. Anche se cantano vittoria, sono delusi gli studenti dell’Udu che lamentano il blocco delle graduatorie. Non sarà infatti ammesso né il ripescaggio né l’accesso in sovrannumero, perché secondo il Tar ciò causerebbe «inevitabili ripercussioni di natura personale» e «un inaccettabile pregiudizio all’interesse generale alla formazione del personale medico, con effetti che si proietterebbero negli anni a venire in termini di carenza di risorse specializzate e di minore offerta di servizi sanitari». Gli studenti dell’Udu protestano così: «Il Tar ha ritenuto, nonostante la prova sia illegittima, di confermare le ammissioni di chi ha ottenuto, grazie a tale cabala, il posto, bloccando, tuttavia, le successive immatricolazioni per scorrimento e non autorizzando comunque ammissioni dei primi ricorrenti vittoriosi in sovrannumero. Ciò, evidentemente non ristora chi ha impugnato la graduatoria né pone rimedio ai danni del sistema Tolc-Med, ma, anzi, si limita a creare un’ulteriore disparità, lasciando, inoltre, un migliaio di posti non assegnati».