Texas, la Corte Suprema nega l’aborto a Kate Cox che rischia di morire: lei ha lasciato lo Stato

Valentina Sammarone
12/12/2023

La donna è incinta di 20 settimane di un feto gravemente malformato con poche possibilità di sopravvivenza. Anche lei rischia la vita. Per questa ragione, è andata a eseguire l’interruzione di gravidanza in un altro Stato.

Texas, la Corte Suprema nega l’aborto a Kate Cox che rischia di morire: lei ha lasciato lo Stato

Attualmente incinta di 20 settimane di un feto gravemente malformato, con potenziali rischi anche per la sua vita, Kate Cox ha deciso di lasciare il Texas, uno degli Stati che limitano il diritto all’aborto, per recarsi in un altro dove potrà interrompere la gravidanza. Questa scelta è giunta mentre la Corte suprema del Texas stava esaminando l’appello di una corte locale che avrebbe permesso a Cox di abortire nonostante le restrizioni imposte dai Repubblicani.

La Corte Suprema del Texas vieta l’aborto alla donna che ha già lasciato lo Stato

La donna non ha potuto attendere oltre, avendo già chiesto l’autorizzazione a un tribunale locale quando ha scoperto la grave malformazione del feto, con rischio per la sua salute e la possibilità di compromissione di gravidanze future. L’autorizzazione ottenuta da una giudice democratica è stata contestata dall’attorney general repubblicano Ken Paxton, che ha presentato ricorso alla Corte Suprema. La situazione evidenzia le difficoltà legate alle restrizioni sull’aborto in Texas e le sfide che le persone affrontano per ottenere cure mediche adeguate. Nancy Northup, a capo del Center for Reproductive Rights, che ha seguito il caso, ha commentato: «Kate voleva essere curata a ogni costo e guarire a casa circondata dalla sua famiglia. Ma mentre lei ha i mezzi per poterlo fare, la maggior parte delle persone non può. Per loro questa situazione potrebbe essere una sentenza di morte».

Texas, la Corte Suprema nega l'aborto a Kate Cox che rischia di morire: lei ha lasciato lo Stato
Proteste pro aborto in tutto il mondo. Nello scatto protesta in Bolivia, a La Paz (GettyImages).

Kate Cox aveva ricevuto una diagnosi di trisomia 18

È il primo caso del genere dal giugno dell’anno scorso, quando la Corte Suprema federale ha revocato la storica sentenza Roe v. Wade del 1973 che garantiva il diritto all’aborto. Da quel momento, gli Stati conservatori hanno intensificato l’approvazione di leggi per limitare questo diritto, e il Texas è uno di quelli che ha implementato le misure più restrittive. Secondo il registro sanitario locale, fino a settembre sono state eseguite solo 34 procedure d’aborto nello Stato del Sud, rispetto alle oltre 50 mila del 2020. Nel caso di Kate Cox – intervistata dalla NBC – l’attorney general considerava la sua scelta come facoltativa. La donna aveva ricevuto una diagnosi di trisomia 18, una rara anomalia genetica che si verifica in un caso su 6 mila e che solitamente porta alla morte prima della nascita o entro il primo anno di vita. I medici avevano raccomandato l’interruzione della gravidanza come la migliore opzione per preservare la salute della madre e garantirle la possibilità di avere figli in futuro. Kate Cox, madre di due bambini, è stata ricoverata quattro volte per sintomi abortivi.

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Kate Cox (Screenshot video NBC – Nightly News).

Un altro caso in Kentucky

La settimana precedente, una donna incinta di otto settimane in Kentucky ha fatto ricorso contro le restrizioni statali. Ha scritto nell’esposto: «Sono una cittadina orgogliosa del Kentucky, amo la vita e la famiglia che mi sono costruita qui. Ma sono arrabbiata per il fatto che sono incinta senza volerlo e il governo sta interferendo sulla mia vita privata. Questa è la mia decisione non del governo».