Thailandia, uccisi quattro soldati

Redazione
20/01/2011

  Quattro soldati thailandesi sono morti e altri sette sono rimasti feriti nella notte tra il 19 e il 20...

Thailandia, uccisi quattro soldati

 

Quattro soldati thailandesi sono morti e altri sette sono rimasti feriti nella notte tra il 19 e il 20 gennaio in un raid di sospetti militanti islamici contro un campo dell’esercito, nell’estremo sud del Paese. Nella zona, dal 2004 a oggi la guerriglia separatista della minoranza Malay ha causato oltre 4 mila morti.
Una cinquantina di ribelli ha attaccato un’unità di soldati di stanza nella provincia di Narathiwat, 800 chilometri a sud di Bangkok, cogliendo i militari di sorpresa. I militanti, che secondo un portavoce dell’esercito non hanno riportato vittime, sono riusciti a fuggire portando con sé anche decine di armi da fuoco.
Si tratta di uno degli atttacchi più audaci da parte di un movimento ribelle senza nome né leader riconosciuti, e tuttavia capace di raccogliere i consensi di gran parte della popolazione locale (di religione musulmana ed etnia Malay) nelle province di Narathiwat, Yala e Pattani. Province che fino all’inizio del 20esimo secolo erano parte di un sultanato, e successivamente incorporate dalla Thailandia, dove il 97% degli abitanti è buddista.
Nonostante il dispiegamento di 64 mila militari nella regione e una massiccia campagna per conquistare «i cuori e le menti» della popolazione, l’esercito di Bangkok non è riuscito a riportare la situazione sotto controllo. Nelle ultime settimane, il premier Abhisit Vejjajiva aveva comunque prospettato la fine dello stato di emergenza nell’intera regione, dopo che a fine dicembre tale provvedimento è stato adottato in un solo distretto dell’area.