Chi sono i favoriti alla successione della May

Dopo le dimissioni, si apre la battaglia tra i Tory per la leadership del partito e la poltrona da premier. In pole Boris Johnson, Dominic Raab, Jeremy Hunt, Michael Gove, Sajid Javid e Andrea Leadsome.

24 Maggio 2019 10.30
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Dopo le dimissioni della premier Theresa May si apre la partita per la successione alla leadership dei Tory. Chi riuscirà a prevalere andrà a sostituire la May a Downing Street.

Fino al 7 giugno resterà in carica l'attuale primo ministro, dal 10 si avvierà il processo interno ai conservatori da cui emergerà il futuro leader del partito e capo del governo. Il presidente del partito e i vertici del Comitato 1922, organo esecutivo del gruppo parlamentare, hanno annunciato che il Regno Unito avrà un nuovo premier entro la data del recesso estivo del parlamento, fissata secondo il calendario di Westminster per il 24 luglio. Ecco chi sono i favoriti secondo un sondaggio di YouGov ripreso dall'agenzia Askanews.

BORIS JOHNSON, IL FAVORITO

Boris Johnson, 54 anni, è stato uno degli artefici della vittoria della Brexit al referendum del 2016. Nomimato ministro degli Esteri, è diventato la voce di punta dell’opposizione all’accordo di divorzio dall’Ue stipulato dalla May prima di dimettersi nel luglio 2018 per difendere la sua posizione a favore di una hard Brexit. Ora è il favorito alla successione. Indicato dai più come il successore di David Cameron nel 2016, era stato costretto a ritirarsi dalla corsa alla leadership dopo il “tradimento” dell’ultimo minuto di Michael Gove. L’eccentrico ex primo cittadino di Londra è popolare fra i militanti della base, ma meno fra i suoi “pari” che gli contestano le numerose gaffe e un certo dilettantismo.

MICHAEL GOVE, MINISTRO DELL'AMBIENTE

Ministro dell’Ambiente, una cocente sconfitta alle ultime elezioni per la leadership dei Tory forse non ancora digerita, è attualmente indicato come uno dei favoriti per le sue posizioni più “accomodanti” sulla Brexit. Nel giugno 2016, Michael Gove, allora manager della campagna per la successione di Johnson a Cameron, ritirò il suo endorsement la mattina in cui l’ex sindaco di Londra avrebbe dovuto annunciare ufficialmente la sua candidatura per gettarsi inaspettatamente nell’agone. L’euroscettico Gove risultò terzo nel primo round del voto, dietro alla vincitrice finale Theresa May e ad Andrea Leadsom. Nativo di Edimburgo, il 51enne ha studiato a Oxford. Prima di diventare deputato faceva il giornalista.

JEREMY HUNT, MINISTRO DEGLI ESTERI

Attuale ministro degli Esteri, Jeremy Hunt è stato un convinto Remainer al referendum del 2016 e ha sostituito Johnson al Foreign Office dopo le sue dimissioni. Nel 2016 aveva deciso di non partecipare alle elezioni per la leadership, offrendo invece il suo pieno sostegno alla May. Dopo il referendum Hunt ha cambiato rotta avvicinandosi al campo degli euroscettici, deluso dall’approccio “arrogante” di Bruxelles nei negoziati. Dopo sei anni al Ministero della Sanità, dal 2012 al 2018, si è guadagnato la fama di un politico coraggioso, pronto alle sfide.

ANDREA LEADSOM, LA RIVALE RIBELLE

Sconfitta dalla May nel round finale per la corsa a Downing Street nel 2016, l'ex ministra per le Relazioni con il Parlamento Andrea Leadsom (ha lasciato il governo il giorno prima delle dimissioni della May in polemica con la premier) è una fervente fautrice della Brexit. Ammiratrice di Margaret Thatcher, 55 anni, ha lavorato 30 anni in banca alla City di Londra. Approdata alla politica, ha cominciato a farsi un nome durante la campagna per il referendum del giugno 2016, quando era sottosegretario all’Energia con appassionati interventi a vari dibattiti televisivi nel corso dei quali ha difeso con forza il ritiro del Regno Unito dall’Ue.

DOMINIC RAAB, EX MINISTRO DELLA BREXIT

Nominato ministro per la Brexit nel luglio 2018, Dominic Raab si era dimesso quattro mesi dopo, perché in aperto contrasto con la premier sull’accordo di divorzio dall’Ue stipulato con Bruxelles, giudicandolo «cattivo per l’economia e la democrazia» britanniche. Si vede a Downing Street? «Mai dire mai», ha risposto di recente Raab, 45 anni, euroscettico. Avvocato specializzato in diritto internazionale, è una delle figure di punta della nuova guardia dei conservatori.

SAJID JAVID, MINISTRO DELL'INTERNO

Ex dipendente di una banca d’affari, figlio di un conducente di autobus pachistano, 49 anni, Sajid Javid è oggi un esponente influente del Partito conservatore. Nominato ad aprile 2018 alla guida del Ministero dell’Interno, è riuscito a imporre il suo stile e a guadagnarsi il rispetto dei parlamentari conservatori. Sostenitore del thatcherismo e del libero mercato, questo ex euroscettico si era pronunciato contro la Brexit al referendum del 2016.

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