Bassanini, Nicole Kidman e i desiderata di Tim

L'indiscrezione sull'acquisto di Open fiber da parte del gruppo Itc fa innervosire il presidente della società che si occupa di fibra ottica. Che ai suoi dice: «Pure io posso dire di volermi fidanzare con un'attrice di Hollywood. Poi bisogna vedere se lei è d'accordo».

07 Maggio 2019 08.07
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Possibile che, dopo anni di trattative e polemiche anche piuttosto accese, il destino della rete italiana in fibra ottica torni tutto in mano a Tim, con l’acquisto puro e semplice del concorrente Open Fiber?

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Anche ammesso che questa sia la strada intrapresa, è ben difficile che la cosa possa filare liscia e senza opposizioni. Tanto più considerando gli umori provocati in casa della presunta «preda» dall’articolo con cui Repubblica del 5 maggio ha dato notizia del progetto, attribuendone la paternità ai due advisor di Tim, Vitale e Rotschild. Neanche una parola di commento ufficiale è arrivata da Open Fiber, com’è abbastanza ovvio considerando la riservatezza dovuta su un tema di tale sensibilità. Ma a quanto risulta a Lettera43.it la cosa non sarebbe stata presa per niente bene dai vertici della società posseduta in condominio (50% ciascuno) da Enel e da Cassa depositi e prestiti. Il primo a irritarsi sarebbe stato il presidente Franco Bassanini, che delle opzioni per accelerare lo sviluppo della rete di telecomunicazioni in fibra ottica si occupa ormai da una decina d’anni, fin da quando era presidente proprio della Cdp (società che era e resta un punto di snodo di qualunque soluzione, visto che oltre a possedere il 50% di Open Fiber è anche azionista di Tim quasi al 10%).

BASSANINI: «UN PIANO CHE PORTA PROBLEMI IN MATERIA DI ANTITRUST»

Ex ministro della Funzione pubblica e uomo di grandi relazioni sia in campo politico che economico-finanziario, Bassanini si sarebbe indispettito non solo perché considera l’indiscrezione una violazione degli obblighi di riservatezza, ma anche e soprattutto perché la soluzione prospettata non gli sembra un punto di caduta accettabile della trattativa. Non va dimenticato che sullo sviluppo della rete in fibra ottica si gioca da molto tempo una partita di grande impatto economico per i soggetti coinvolti e più in generale per l’Italia, che pur essendo stata fra i pionieri in questo campo è stata poi superata da molti Paesi europei. Proprio nel tentativo di dare un colpo di acceleratore, anche stimolando Tim a fare con più impegno la sua parte, con Matteo Renzi a Palazzo Chigi e complice la sua idiosincrasia per Vincent Bolloré allora padrone di Tim, fu creata Open Fiber.

La verità è che si tratta solo dei desiderata di Tim

Che cosa accadrebbe se ora si tornasse alla casella di partenza, ossia con ogni decisione affidata all’ex monopolista telefonico? Che il confronto per cercare di evitare il rischio di una duplicazione degli investimenti stia andando avanti non c’è alcun dubbio, ma il malumore di Open Fiber dice che la soluzione non sembra vicina. «Per come è stato prospettato», avrebbe detto Bassanini ai suoi collaboratori «quel progetto comporterebbe oltretutto una valanga di problemi in materia di antitrust. La verità è che si tratta solo dei desiderata di Tim». E per rendere il concetto ancora più chiaro lo ha sintetizzato in una battuta: «Io posso pure dire che mi voglio fidanzare con Nicole Kidman. Ma poi bisogna vedere se lei è d’accordo».

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