Cosa succede all'assemblea di Tim del 29 marzo 2019

Cosa succede all’assemblea di Tim del 29 marzo 2019

29 Marzo 2019 12.17
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Si raffredda il clima di scontro in Tim nel giorno dell'assemblea degli azionisti del 29 marzo. L'azionista francese Vivendi, su invito dell'amministratore delegato Luigi Gubitosi, si è detta favorevole all'invito a ritirare la richiesta di revoca di cinque membri del consiglio d'amministrazione (la decisione spetta all'assemblea). Il presidente Fulvio Conti ha ovviamente ribadito di essere favorevole. Un rappresentante di Vivendi è intervenuto per primo e ha ricordato le origini dell'investimento francese, complessivamente 4 miliardi in Italia. Proprio in ragione di questo impegno, che ribadisce di lungo termine, «è interessata a ristabilire una normale e collegiale governance nel board».

IL TITOLO SCATTA IN AVANTI IN BORSA

Il titolo, immediatamente dopo la decisione, è scattato in Borsa guadagnando in pochi minuti oltre il 3%. Gubitosi, poco prima, aveva dichiarato: «Auspico che Vivendi riveda la sua posizione per non dividersi su un voto, cosa che sicuramente è sbagliata». Il nuovo piano, ha aggiunto aprendo l'assemblea, «siamo sicuri avrà successo e stabilizzerà i ricavi e taglierà i costi». Appelli alla pace erano arrivati anche dal presidente Fulvio Conti, che però rispetto a Gubitosi gode di meno credito tra i vertici di Vivendi. «Il nuovo corso di Tim è stato oggetto di contestazioni, polemiche e accuse» che ostacolano una «ordinata gestione e rischiano di distrarre dalle priorità operative. E' giunto il momento di abbassare i toni e tornare a concentrarci sul successo industriale e commerciale di Tim».

PARERE NEGATIVO SULLE REMUNERAZIONI: «TROPPO ALTE»

Si apre però un nuovo fronte critico: i soci dicono "no" alla proposta di remunerazione. I fondi erano stati consigliati di schierarsi contro compensi reputati ancora eccessivi. Ha votato contro il 43,76% del capitale presente mentre ha votato a favore il 20,4% e si è astenuto il 35,83% del capitale presente. Anche la proposta di modifica dei target da raggiungere per ottenere i premi è stata bocciata: contro il 41,625%, a favore il 22,579% e astenuti il 35,797 per cento. La votazione, ricorda il presidente Fulvio Conti, non era vincolante. Anche la nomina del nuovo revisore è contrastata con il 38,7% del capitale presente astenuto. Approvato invece il bilancio: ha votato a favore il 64,2536% dei presenti, contrario lo 0,0121% ma con una grandissima astensione, probabilmente Vivendi, pari al 35,7343% capitale presente. Al momento del voto era rappresentato in sala il 67,0858% del capitale.

ELLIOTT TENDE LA MANO: «ORA DIALOGO COSTRUTTIVO»

Segnali distensivi, intanto, arrivano anche da Elliott che in una nota «saluta con favore la decisione di Vivendi di ritirare la sua richiesta di revocare cinque amministratori Tim». Il risultato di questa decisione «è una vittoria per la società e prepara la strada per la stabilità e la duratura creazione di valore per tutti gli stakeholder». Il fondo Usa conferma anche il suo «pieno sostegno» al ceo Luigi Gubitosi, al management e al cda ed «è desideroso» di avviare «un costruttivo dialogo con tutti gli stakeholder per perseguire un percorso di massimizzazione di valore» di Tim. La nota è stata così commentata da Vivendi: «Siamo stati molto corretti e fatto un gesto per il bene di lungo termine della società. Vigileremo da oggi che ogni membro del board agisca nell'interesse di tutti gli azionisti».

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