L’ad di Tim Genish è stato sfiduciato

13 Novembre 2018 08.24
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L'ad di Tim Amos Genish è stato sfiduciato con decisione assunta a maggioranza dal cda e con effetto immediato. Al manager sarebbe mancato l'appoggio di Elliott, si apprende da fonti ben informate. Ora il presidente Fulvio Conti ha assunto le funzioni dell'ad (anche se i rumors indicavano la possibilità di una scelta interna con la nomina di Rocco Sabelli o di Alfredo Altavilla). E Vivendi, ormai in aperto scontro con il fondo americano, dovrebbe chiamare un'assemblea per riprendere il controllo della governance. A Piazza Affari il titolo Tim ha aperto in positivo ma è girato in negativo dopo la notizia della sfiducia. La nuova riunione del consiglio di amministrazione di Tim è stata convocata il 18 novembre al fine di provvedere alla nomina di un nuovo amministratore delegato.

VIVENDI: «MOSSA CINICA»

«È stata una mossa molto cinica e volutamente pianificata in segreto, per creare la massima destabilizzazione e influenzare i risultati di Tim, e dopo un diniego ufficiale di domenica, senza la conoscenza di molti membri del consiglio e mentre l'amministratore delegato stava negoziando per Tim e portando avanti il suo doveri dall'altra parte del mondo. Denunciamo la destabilizzazione di questa decisione e il metodo vergognoso», ha dichiarato un portavoce di Vivendi.

ELLIOTT: «NON CREAVA VALORE»

«Genish ha avuto l'opportunità di creare valore e Elliott lo ha supportato. Nella realtà non sono stati fatti reali progressi e, al contrario, ha dimostrato di rappresentare un impedimento per la creazione di valore»: per questo spiegano fonti vicine al fondo americano «il consiglio ha deciso di lasciarlo andare» e «sebbene non fossimo stati preventivamente informati di questa decisione, sosteniamo la revoca». La sfiducia nasce dai risultati mancati, durante il mandato di Genish il rendimento per gli azionisti è stato negativo (-33,5%) ed Elliott incolpa i francesi. «Genish ha fatto parte dello screditato regime di Vivendi», ricordano fonti vicine all'hedge fund ma ora il cda, «ha l'opportunità di fare la cosa giusta e di agire nel migliore interesse di tutti gli stakeholder, adottando le proposte del piano di Elliott per la creazione di valore».

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