Tragedia del Titan, chi è stato a bordo parla di «missione suicida»

Redazione
23/06/2023

Per il tedesco Arthur Loibl la spedizione al relitto del Titanic è stata «un incubo». Mentre Mike Reiss, produttore dei Simpson, ha ricordato i problemi di comunicazione. Le testimonianze di chi ha viaggiato con la OceanGate.

Tragedia del Titan, chi è stato a bordo parla di «missione suicida»

La tragedia del Titan che, secondo la ricostruzione della Guardia costiera Usa, sarebbe imploso a causa della pressione poco dopo l’immersione, forse poteva essere evitata. Col passare dei giorni infatti emergono le testimonianze di chi quella spedizione estrema sul piccolo sottomarino per osservare il relitto del Titanic l’aveva fatta in passato. I problemi di comunicazione, per esempio, non erano certo una novità. Mike Reiss, produttore dei Simpson, ha partecipato a quattro immersioni diverse – una per osservare il Titanic e tre al largo di New York – con la compagnia OceanGate e alla Cnn ha raccontato che i contatti con la superficie si erano persi, per un breve periodo, ogni volta. «C’è stata un’immersione in cui, non appena le comunicazioni si sono interrotte, siamo tornati subito in superficie», ha dichiarato. «Eravamo andati a vedere un U-Boat al largo di New York. L’abbiamo visto per un secondo e ci hanno detto: “Torniamo su, non dovremmo essere qui sotto”». Reiss ha poi aggiunto: «Non sono dei temerari. Prendono la cosa molto seriamente».

Le testimonianze di chi ha viaggiato sul Titan
Il Titan (dal profilo Instagram di Arthur Loibl).

Loibl: «Guardando indietro è stata una operazione kamikaze»

L’uomo d’affari tedesco Arthur Loibl, 61 anni, ha parlato senza mezzi termini di «missione suicida». E anche lo youtuber Alan Estrada, salito a bordo del sommergibile nel 2022, ha dichiarato come fosse consapevole di rischiare la vita. Loibl, che ha partecipato alla spedizione nell’agosto 2021, ha ricordato alla Bild i problemi del primo viaggio: una volta arrivati a 1.600 metri di profondità sono stati costretti a risalire: «Alcune parti (del sottomarino) si sono staccate e la missione è iniziata con cinque ore di ritardo per problemi elettrici». Per Loibl quell’esperienza è stata «un incubo». «Immaginate un tubo lungo pochi metri con una lastra di metallo come pavimento», ha raccontato al quotidiano. «Non si può stare in piedi, non ci si può inginocchiare. Tutti sono seduti vicini o uno sopra l’altro». Durante la discesa e la salita, un viaggio di due ore e mezza, le luci erano state spente per risparmiare energia. «Ero un po’ ingenuo», ha aggiunto, «guardando indietro è stata una operazione kamikaze». Estrada è stato il primo messicano a salire a bordo del Titan. A luglio 2021 la spedizione al relitto del Titanic venne annullata per problemi tecnici. L’anno successivo lo youtuber ci ha riprovato con successo. È stato «spettacolare», ha detto chiarendo però che era «consapevole di rischiare la vita». Estrada ha dovuto firmare dei documenti che spiegavano «esattamente tutti i rischi che si corrono, compreso quello di perdere la vita».

Ore passate a quattro gradi senza sedie né toilette

Loible ed Estrada hanno ricostruito i passaggi del viaggio. Una volta a bordo occorrono due ore per scendere a 3.800 metri. Per quattro ore si visitano i resti del transatlantico. E poi servono altre due ore per riaffiorare in superficie. Sempre che durante l’immersione non si verifichino problemi. «Laggiù c’è l’inferno», ha commentato Loibl. «Ci sono solo 2,50 metri di spazio, quattro gradi, non ci sono sedie, né toilette».