Toni, l’ex che non ti aspetti

Redazione
16/10/2010

di Dario Mazzocchi Il 16 ottobre 2010 Luca Toni tornerà nello stadio che lo ha ospitato al suo rientro in...

Toni, l’ex che non ti aspetti

di Dario Mazzocchi

Il 16 ottobre 2010 Luca Toni tornerà nello stadio che lo ha ospitato al suo rientro in Italia dopo gli anni da emigrato in Germania. All’Olimpico affronterà la squadra che lo ha accolto, la Roma, schierandosi al centro del tridente, marchio di fabbrica del Genoa di Gian Piero Gasperini, per uno dei match più interessanti della settima giornata del campionato di calcio di Serie A.
I giallorossi sono alle prese con le assenze di Daniele De Rossi e Mirkop Vucinic, con una crisi societaria che non trova ancora sbocco (anche se, secondo il quotidiano inglese Financial Times alla società sarebbero interessati 12 potenziali acquirenti stranieri tra cinesi, americani e indiani) e con l’allenatore Claudio Ranieri che da qualche tempo sente aggirarsi dalle parti di Trigoria il fantasma di Marcello Lippi quale possibile sostituto in panchina. Sull’altro fronte, i liguri cercano un risultato pesante dopo gli investimenti nel mercato estivo operati dal presidente Enrico Preziosi e un avvio di stagione che ha tradito le attese.
La settimana appena trascorsa è stata piuttosto interessante e benaugurante per Toni che non ha potuto evitare di parlare del suo recente passato. L’ex di turno ha ricordato come quelli di Roma siano stati mesi intensi, cominciati il 31 dicembre 2009, con il via libera al prestito gratuito dal Bayen Monaco allenato dall’olandese Van Gaal che lo aveva relegato in tribuna.
«Ero arrivato nella Capitale con tante motivazioni. Siamo stati protagonisti di una splendida rimonta sull’Inter e abbiamo cullato a lungo il sogno scudetto». Ma anche aggiunto: «Credevo che la società potesse fare qualcosa di più per trattenermi, ma le scelte vanno rispettate e le strade si sono separate. Sono felice di essere approdato al Genoa, il club che mi ha riempito di più attenzioni e calore. Tocca a me ripagarlo». A suon di gol.

«Non esultare contro la propria ex squadra io non lo capisco»

Se l’anno scorso in 15 presenze con la Roma Toni ha gonfiato la rete cinque volte, questa volta vuole salire nella classifica marcatori. A partire dal confronto di Roma, perché lo ha detto chiaro e tondo il ragazzo classe ’77 originario del modenese, che vuole segnare. E ha pure promesso una «esultanza particolare».
Una scelta controcorrente visto che la moda dei campi di calcio, da tempo, è ben diversa: giocatori che prima infilzano il portiere ex compagno di squadra, poi abbassano il capo o alzano la mano verso gli ex tifosi quasi a voler chiedere scusa. O ancora, respingendo al mittente i tentativi di abbracci da parte dei nuovi colleghi. «Esultare dopo un gol non sarebbe mancanza di rispetto», ha assicurato la punta genoana.
Un concetto espresso con maggiore chiarezza lo scorso settembre, quando il Genoa ospitò la Fiorentina, club dove Toni ha militato per due anni, dal 2005 al 2007. «Il fatto di non esultare contro una propria ex squadra io non lo capisco. Ho dimostrato il mio attaccamento a Firenze quando sono rimasto nei periodi difficili». Tra l’altro, ad allenarlo era Cesare Prandelli, il ct della Nazionale che in settimana ha fatto intendere che nel suo progetto azzurro può rientrare il capitano della Roma Francesco Totti.
A questo punto è scattata la campagna di Gasperini: «Toni è fortissimo, credo sia proponibile per la Nazionale», ha affermato il tecnico genoano. «Ringrazio il mister per le belle parole che ha avuto nei miei confronti, sono contento», ha risposto l’attaccante del Grifone che ha indossato la maglia azzurra per l’ultima volta il 21 giugno 2009, quando l’Italia fu sconfitta 3-0 dal Brasile in Confederations Cup. Chissà che la rincorsa non parta proprio da una serata all’Olimpico, con un’esultanza a sorpresa.