Toninelli contro Autostrade dopo il crollo del ponte Morandi

14 Agosto 2018 13.52
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La manutenzione del ponte Morandi a Genova spettava ad Autostrade per l’Italia, società che gestisce il tratto autostradale e che fa capo ad Atlantia. Per questo motivo il premier Giuseppe Conte ha esplicitato in una conferenza stampa che ha seguito un consiglio dei ministri straordinari che il governo è intenzionato a revocare la concessione ad Autostrade per l'Italia anche senza aspettare il lungo iter giudiziario. L'azienda si dice comunque «fiduciosa di poter dimostrare di aver sempre correttamente adempiuto ai propri obblighi di concessionario, nell'ambito del contraddittorio previsto dalle regole contrattuali che si svolgerà nei prossimi mesi. Una fiducia che si fonda sulle attività di monitoraggio e manutenzione svolte sulla base dei migliori standard internazionali».

I CONTRATTI DA DESECRETARE

Sono seguite le dichiarazioni del ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli: «Desecreteremo integralmente tutti i contratti in essere con i concessionari autostrade e li pubblicheremo sul sito del @mitgov. Inoltre con il Governo del cambiamento non ci saranno più convenzioni che avvantaggiano i gestori privati a discapito dello Stato». Buona parte dei contratti sono online da dicembre 2017 sul sito del ministero, ma la polemica sulla possibile nazionalizzazione della rete autostradale era già esplosa all'indomani della tragedia di Genova.

TONINELLI: SE NON SANNO GESTIRE LE AUTOSTRADE LO FARÀ LO STATO

Su Facebook, la mattina del 15 agosto, il ministro per le infrastrutture Danilo Toninelli ha accusato direttamente l'azienda, minacciando di revocare le concessioni: «Lo voglio ribadire con ancora più forza: chi ha colpe per questa tragedia ingiustificabile dovrà essere punito. Alle società che gestiscono le nostre autostrade sborsiamo i pedaggi più cari d’Europa mentre loro pagano concessioni a prezzi vergognosi. Incassano miliardi, versando in tasse pochi milioni e non fanno neanche la manutenzione che sarebbe necessaria a ponti e assi viari. I vertici di Autostrade per l’Italia devono dimettersi prima di tutto. E visto che ci sono state gravi inadempienze, annuncio fin da ora che abbiamo attivato tutte le procedure per l’eventuale revoca delle concessioni, e per comminare multe fino a 150 milioni di euro. Se non sono capaci di gestire le nostre Autostrade, lo farà lo Stato».

Gli fa eco il vicepremier Luigi Di Maio che in un'intervista a Radio Radicale afferma: «è possibile, in caso di inadempienze, ritirare la concessione e far pagare multe fino a 150 milioni di euro. Autostrade non ha fatto la manutenzione e Toninelli ha avviato le procedure per il ritiro della concessione». Che aggiunge: «Può gestire lo Stato. Ad Autostrade paghiamo i pedaggi più alti d'Europa e loro pagano tasse bassissime perché sono posseduti da una finanziaria Benetton in Lussemburgo». Anche lui spiega infatti che «I responsabili hanno un nome e un cognome e sono Autostrade per l'Italia. Dopo anni che si è detto che le cose dai privati sarebbero state gestite molto meglio, ci troviamo con uno dei più gradi concessionari europei che ci dice che quel ponte era in sicurezza. Queste sono scuse. Autostrade deve fare la manutenzione e non l'ha fatta. Prima di tutto si dimettano i vertici».

AUTOSTRADE: CONTROLLI TRIMESTRALI DI «AUTOREVOLI SOGGETTI ESTERNI»

ll viadotto Polcevera, crollato a Genova, «era monitorato dalle strutture tecniche della Direzione di Tronco di Genova con cadenza trimestrale secondo le prescrizioni di legge e con verifiche aggiuntive realizzate mediante apparecchiature altamente specialistiche». È quanto specifica in una nota Autostrade per l'Italia. Nelle attività di monitoraggio sul viadotto Polcevera «le strutture tecniche preposte si sono avvalse, per valutare lo stato di manutenzione del viadotto e l'efficacia dei sistemi di controllo adottati, di società ed istituti leader al mondo in testing ed ispezioni sulla base delle migliori best practices internazionali». Gli esiti del monitoraggio svolto da «autorevoli soggetti esterni hanno sempre fornito alle strutture tecniche della società adeguate rassicurazioni sullo stato dell'infrastruttura». Inoltre, si legge sempre nel comunicato, «Negli ultimi cinque anni (2012-2017) gli investimenti della società in sicurezza, manutenzione e potenziamento della rete sono stati superiori a 1 miliardo di euro l'anno». «Ciò ha contribuito in maniera sostanziale all'innalzamento sulla rete del livello di sicurezza, misurabile attraverso l'abbattimento dei tassi di mortalità e di incidentalità, che è stato portato a livello di eccellenza in Europa».

RIXI: CI SARÀ UNA COMMISSIONE DI INCHIESTA

«Verrà istituita una commissione d'inchiesta all'interno del ministero. Verificheremo tutto fino in fondo e non lasceremo nulla al caso». Lo ha detto il sottosegretario alle infrastrutture Edoardo Rixi che daL 15 agosto mattina si trova all'unità di crisi allestita dopo il crollo di ponte Morandi in prefettura a Genova.

TRIA: PER INVESTIMENTI IN INFRASTRUTTURE NIENTE VINCOLI

La tragedia di Genova «conferma l'assoluta necessità di un grande piano di investimenti pubblici in infrastrutture, a cui il governo sta già lavorando, che parta dallo sblocco degli investimenti e degli interventi di manutenzione che hanno già finanziamenti a disposizione». È quanto afferma il ministro dell'Economia Giovanni Tria che in una nota ricorda come «gli investimenti pubblici in infrastrutture sono una priorità dell'attuale governo per i quali non ci saranno vincoli di bilancio». e ancora: «È l'intero sistema di competenze e responsabilità in tema di investimenti pubblici infrastrutturali che deve essere chiamato in causa e che è alla base del degrado infrastrutturale dell'Italia, dei ritardi e dell'incapacità di spesa. Non potrà mancare l'esame attento e rigoroso delle cause e e delle responsabilità, ma nessuno si dovrà trincerare dietro l'alibi della mancanza di fondi o di vincoli di bilancio».

Dura presa di posizione del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli che dopo il crollo del ponte Morandi di Genova ha puntato il dito contro la società deputata alla gestione della rete autostradale. «Chi sarà identificato come responsabile deve pagare fino all'ultimo. Ora è totalmente prematuro dirlo», ha detto il ministro al Tg1. «Siamo in contatto con Autostrade per l'Italia e il Dipartimento Trasporti e Infrastrutture e le prime informazioni sembrerebbero dire che è un fatto eccezionale e che la manutenzione fosse stata fatta, ma non può essere così. Queste tragedie non possono e non devono capitare in un Paese civile come l’Italia. La manutenzione viene prima di ogni cosa e chi sarà verificato come responsabile deve pagare fino all’ultimo. Non è possibile vedere immagini di questo tipo, stiamo verificando e nelle prossime ore ci saranno maggiori informazioni», ha aggiunto il ministro.

ANCHE SALVINI VUOLE LA REVOCA DELLE CONCESSIONI

«La revoca delle concessioni è il minimo che ci si possa aspettare». Lo ha detto il vice premier Matteo Salvini intervistato da Radio 24 e dicendosi «assolutamente» d'accordo sulla revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia. E ha aggiunto: «Una società, come quella che gestisce quel tratto autostradale, che fa miliardi di utili deve spiegare agli italiani perché non ha fatto il possibile per reinvestire una parte di quegli utili in sicurezza» parlando di «una responsabilità civile, penale, societaria che mi sembra doverosa nei confronti di chi non c'è più». Ha infine annunciato che: «Da vice presidente del Consiglio scriverò a tutti gli altri concessionari privati per chiedere quale parte dei loro bilanci è reinvestita in sicurezza»

«IL MINISTERO SI COSTITUIRÀ PARTE CIVILE»

« È l'ente concessionario, quello che gestisce l'autostrada, ad avere la responsabilità della manutenzione ordinaria», ha detto a caldo Toninelli parlando a Sky Tg24. «Se ci saranno responsabilità il mio ministero si costituirà parte civile perché laddove ci fossero responsabilità per una manutenzione ordinaria non sufficiente è inaccettabile quello che è successo», ha aggiunto il ministro. «Un ponte non viene giù per un fulmine né per un temporale: vanno trovati i colpevoli», detto il sottosegretario alle infrastrutture Edoardo Rixi al termine della riunione in protezione civile a Genova.

POLEMICHE SUL COMUNICATO DI AUTOSTRADE

Sui social intanto è scoppiata la polemica sui toni del primo comunicato ufficiale apparso di Autostrade in seguito al cedimento che ha provocato almeno 25 morti, un messaggio senza alcuna parola di commemorazione per le persone che hanno perso la vita.

In serata la società di gestione della rete autostradale ha diffuso un'altra nota in cui ha espresso «il cordoglio per le vittime del crollo del Viadotto Polcevera sull'A10 e la profonda vicinanza ai loro familiari, insieme ai ringraziamenti per l'impegno staordinario profuso in queste ore dai soccorritori».

AUTOSTRADE: «DAI CONTROLLI NON ERA EMERSO NULLA»

Il crollo di Ponte Morandi sul viadotto Polcevera a Genova è «per noi qualcosa di inaspettato e imprevisto rispetto all'attività di monitoraggio che veniva fatta sul ponte. Nulla lasciava presagire» che potesse accadere. Il direttore del Tronco di Genova di Autostrade per l'Italia, Stefano Marigliani, ha spiegato all'Ansa che «»assolutamente non c'era nessun elemento per considerare il tratto come pericoloso». «Il ponte è una struttura dal punto di vista ingegneristico molto complessa: da qui la moltitudine di controlli»: ma «nulla è emerso che facesse presagire» questo.
Eppure, come scriveva all'epoca il Secolo XIX Il rifacimento del passaggio è considerato una priorità dal 2001. E nel 2002 Autostrade accettò il primo progetto per il nuovo passante.

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